Da Liberazione online...
categoria:politica, vita personale, prc



Da Liberazione online...
Ero indeciso su cosa scrivere in questo post.
Da una parte è la prima volta che il mio circolo non si esprime all'unanimità.
Intanto un pò di dati;
- dai 27 tesserati che eravamo siamo passati a 37 (la cifra precisa mi manca)
- 18 voti mozione Vendola, 7 voti mozione Acerbo (Ferrero), 2 astenuti, 1 voto mozione Disarmiamoci
La segretaria mi ha fatto i complimenti per esser riuscito a portar 'sì tanti voti a una mozione opposta alla sua (è vendoliana). Da questo punto di vista posso solo esser contento. Anche perchè ho rifiutato i cammelli (persone che vengono solo per votare e poi spariscono, magari neanche di sinistra).
I vecchi compagni, se si escludono me e la segretaria, si sono quasi tutti astenuti o hanno votato la 5. Nessuno si è espresso appoggiando in pieno una mozione, anzichè un'altra. A nessuno, come ho scritto nel mio intervento, piace come siamo arrivati a contarci. La cosa iniziava alle 18:30, mentre si votava alle 22. Verso le 21-21:30 è arrivata una folla notevole di facce sconosciute o quasi. Qualcuno dice che erano tesserati anche l'anno passato. Ma erano comunque fantasmi, perchè eravamo tutti stupiti. Il sospetto che fossero cammelli e parenti è molto alto, ma preferisco lasciar perdere sospetti non verificabili. Anche perchè di solito da noi votano 9 persone...
Guardando alle cose positive sarò delegato al Congresso Provinciale, così da poter mantenere un profilo autonomo anche più "su".
E' possibile che, nonostante i risultati, diventi segretario del circolo. La cosa non è semplice, ed infatti non so se accetterò; tutti gli attivi han votato Ferrero o si son astenuti (tranne la segretaria, ovviamente).
Non mi interessa fare polemica. Il circolo resta unito nel fare. Sono rimasto deluso da com'è andata ma non mi metto a criminalizzare nessuno. Può anche darsi che queste persone si siano fatte avanti perchè volevano, e che semplicemente non abbiano il tempo di fare qualcosa di più del semplice votare.
Il nostro lo abbiamo fatto. E il congresso va avanti. L'importante è aver rifiutato certe logiche, e aver mantenuto un profilo onesto. La politica è anche morale, per quel che mi riguarda.


Questo congresso ha rimandato la riflessione oltre l’estate, dopo l’elezione di nuove segreterie. Lo ritengo un errore grave. Prioritario era interrogarsi, non conquistare le segreterie, che andrebbero chiuse fino a che i circoli non torneranno a riempirsi. Nel dibattito a cui stiamo assistendo sui giornali in queste settimane sembra essere sfuggito che ormai non rappresentiamo quasi più nessuno.
Mantovani) la scelta migliore per il nostro partito. Mettendo in premessa che se siamo arrivati ai pesci in faccia tra Russo Spena e Giordano, tra Vendola e Ferrero, la responsabilità è di entrambi. Dalle polemiche sulla TAV ai sospetti tesseramenti nel meridione. Non criminalizzo una sola parte del partito. Sarebbe opportunista e, francamente, ipocrita. Le poltrone sono poltrone, concedetemi questa cattiveria gratuita. E le poltrone sono in 4 mozioni su cinque, incluse quelle di Vendola e Ferrero.
Abbiamo perso la gente, senza rimarcare una netta distinzione col PD. Non siamo più credibili e non presentiamo nessuna idea alternativa di società. Per questo dobbiamo tornare a confrontarci con quelli che pretendiamo di rappresentare. E non mi si venga a dire che gli elettori anti-comunisti dei Verdi o gli ex-diessini possono condividere le mie proposte strutturali di alternativa. È ovvio che un’unione di forma frustrerebbe ancor di più i militanti.
confusione meramente formale. La buona volontà non è bastata. Il nostro partito rappresenta una possibilità unica per sbloccarci da questo stallo drammatico. Proprio per quello che dicevo all’inizio delle tremila visioni che si hanno del termine “Rifondazione Comunista”. Nel caso vincesse la parte più vicina a Sinistra Democratica o la parte più vicina ai Comunisti Italiani credo che avremmo l’esatto opposto di un processo unitario. Rischieremmo di vederci divisi in tre tronconi. Da una parte chi in questi mesi ha parlato di comunismo come tendenza culturale, che è un’opinione legittima che non oso criminalizzare quindi non mi fraintendente, dall’altra i comunisti “puri” (si fa per dire). E nel mezzo la mozione Ferrero. In pratica io credo possibile che questo partito si spacchi in tre, arrivando a qualcosa di obbrobrioso per il nostro stesso Paese. Io credo che ripartire da Rifondazione voglia dire recuperare il nostro partito. In questa campagna elettorale eravamo in meno di 5 a lavorare per le elezioni. Dove sono andati a finire tutti gli altri? Io credo di aver convinto diverse persone a partecipare a un processo importante che rilanci il nostro circolo. Perché non mi illudo delle possibilità che abbiamo e voglio scommettere molto sul locale e sulle potenzialità che abbiamo nell’immediato. Voglio però che rimanga un partito come Rifondazione a farci da contenitore, senza vederne snaturato nulla, se non i processi di burocratizzazione e verticistici tenuti nell’ultimo periodo.
Solitamente evito il carattere personalistico (stile Caro diario, oggi il caffè era alto, ma io avevo chiesto un caffè basso...)
Ma in questi giorni (vedendo che per la seconda volta in due mesi si ripete la stessa cosa) mi viene da chiedermi quanto valga la pena anteporre ciò che si ritiene giusto a quanto invece serve. Il pensiero è riferito all'università, sacrificata all'altare del volontariato e della politica (diciamocelo, più che altro alla politica, se si includono valanghe di articoli et simila).
Mi chiedo a cosa serva e se riuscirò a non disperdere al vento lo studio di storia moderna.
E collegato a tutto questo, anche per via dell'intervista a Vendola su Liberazione, viene spontaneo un interrogativo (chissà chi avrà il coraggio di rispondere eheh).
Cos'è il comunismo per voi?
Poi prometto che provo a scrivere un post! (rispondendo io stesso alla domanda)
:-P

immagini liberamente tratte da;
http://giglioflorentia.files.wordpress.com/2007/12/che-guevara-communism-killed-tshirt.jpg
http://www.matrixbusinesscoaching.com/Pictures/fotolia_QuestionMark.jpg
L'esame da preparare e gli ospiti in casa impongono una pausa domenicale.
Raramente rispettata.
Semmai questo post lo cancello (ma magari si riempe di commenti :)).
Buona domenica a tutti.
Vi lascio con questo
(p.s. semmai pensavo di solo per chi non ha di meglio da vedere. Un pò deludente. Un bel 6).
Racconto (1)
Exporting freedom
- So che non si ritiene soddisfatto.
- Infatti questo mese di prova mi ha convinto a lasciar perdere.
- Proviamo a cercare soluzioni alternative. Mi dica quali problemi le ha creato.
- La polvere si deposita troppo velocemente. L’impianto di pulizia non è sufficiente. La sveglia non ha nessuna tonalità sopportabile. Il televisore mostra continui difetti. Il pavimento è scivoloso. Le pareti danno un senso di claustrofobia e il sistema di telecamere è troppo invasivo. Non è che posso fare la doccia avendo l’obbiettivo puntato all’altezza dell’inguine.
- Certo, certo. Capisco benissimo. Se si ricorda le avevo espresso i miei dubbi per la sua scelta. Il modello “alternative” non riesce mai ad appagare le aspettative.
- Beh, a questo punto vorrei rompere il contratto. Era l’unico che potesse convincermi. Torno a casa mia.
- Ma no aspetti. Perché non tenta il modello “libertà e democrazia”?
- Non lo so, mi sembra esagerato. Non credo di essere pronto.
- Ma suvvia. Ci pensi. Niente polvere da tirare via. Nessun elettrodomestico da cui dipendere, nessuna interferenza televisiva.
- Ma non ci sarà proprio il televisore.
- Sciocchezze, lo spettacolo sarà garantito in modo continuo e a titolo gratuito. Meglio dei fuochi d’artificio. E poi, mi scusi, ma lei non vorrebbe avere qualche animale domestico?
- Sì, mi piacerebbe un gatto.
- Ecco, potrà permettersi un felino a sua scelta. Perfino una tigre. E nessun inconveniente di pulizia neanche in questo caso.
- E il prezzo?
- Assolutamente identico, anzi inferiore di qualche euro. Ma poi si figuri, col risparmio che avrà per le bollette.
- Sì forse ha ragione lei.
- Ovviamente, lei capirà, non c’è periodo di prova. La libertà, come disse il nostro presidente nel 2016, non è cosa da cui si possa tornare indietro. Della libertà non ci si può liberare.
- Ma sì ma sì. Certo. D’accordo allora.
- Ecco qui. Lei mi mette una firma e fra due ore cominciamo a bombardarle l’edificio. Vedrà che servizietto. Un’intera formazione aerea e neanche un mattone che resti al suo posto. Rivivrà l’esperienza unica che hanno avuto i popoli liberati.
- Un po’ di orgoglio in effetti…
- Lei ha parenti?
- Solo mia mamma.
- Ecco, gratuitamente la faremo saltare in area nel suo bagno, scrivendo sulla lapide che fu vittima di vili terroristi.
- Mi sembra troppo per quel prezzo.
- Si figuri, non è un caso se abbiamo vinto gli appalti.
- Appalti?
- Sì, nei nuovi paesi democratici.
- Uh, ma non credevo foste gli stessi.
- Sì, grazie al libero mercato abbiamo un monopolio formidabile.
- Ma questo fischio?
- Non capisco
Il modello libertà e democrazia era arrivato in anticipo. Cogliendo di sorpresa i civili. Morirono dall’entusiasmo.
Così capite in che lidi navigo. E le decisioni che prenderò avranno un "prequel"
Sono cose scritte da un militante di base. Non è riferito a nessuno in particolare e non è detto che corrisponda alla realtà. Ma è quello che vedo e che ho scritto con sincerità e onestà. Per correttezza preciso; per adesso mi aggiro tra l'area Ferrero ed EssereComunisti. Ma la mia scelta si baserà anche sul documento nazionale. Ripeto per l'ennesima volta che eventuali sviste sono dovute alla mia posizione marginale.
La geografia politica fiorentina
Giovani e bertinottiani; liquidazionisti, ad oggi paiono voler ripartire dal PRC, ma restano pur sempre i più vicini all’area Giordano. Con tutto ciò che ne consegue, sospetti e elementi positivi compresi. Sono quelli che comunemente si chiamano vertici, causa delle scelte verticiste. Non parlategli di comunismo. Potrebbero denunciarvi.
Area Ferrero; non sono certo dei militanti di base. Fino a ieri uniti con i sostenitori di Giordano. Rifiutano nettamente ogni ipotesi di scioglimento del partito e, al contempo, rifiutano la costituente comunista. Rispecchiano la posizione nazionale di Ferrero. Ma hanno alleanze “scomode”. Pagano inoltre l’essere stati vertici in scelte verticiste.
Autoconvocati; rispondono, sul nazionale, all’area di Mantovani (altre voci li danno vicini all'Ernesto). Da diversi mesi sono stati messi da parte e cercano di scalzare l’attuale segreteria. Sono esponenti che hanno ricoperto incarichi importanti (sia istituzionali che di partito). Neanche loro sono i poveri militanti di base discesi sulla terra per salvare il mondo dal verticismo. Non hanno fatto quasi nulla in campagna elettorale, e non hanno contribuito alla festa nazionale tenutasi un anno fa. In questi mesi sono stati quelli seduti comodi che sparano contro tutto e tutti. Rancorosi. Forse uniti con Ferrero. Puntano alla ripresa delle poltrone o a cambiare la società?
EssereComunisti e Ernesto; punto interrogativo. Spiccano per coerenza e chiarezza. Con tutti i difetti che gli sono stati imputati in questi anni. In tempi non sospetti venivano definiti la destra del partito, “accordasti”, quelli conservatori. Ad oggi si ritrovano, di fatto, la sinistra “radicale” del PRC (se si escludono quelli qui sotto). A differenza degli altri sono critici sin dai tempi del 5° congresso (2003). Pagano la divisione interna, lacerante, del gruppo di Grassi con quelli dell’Ernesto. La divisione è maturata dopo la scelta di EssereComunisti di non cercare il muro contro muro nei confronti di Giordano, durante l’esperienza del governo Prodi.
Grassi è stato l’alleato di Ferrero nel mettere da parte Giordano. Future alleanze sono dubbie. Il futuro è incerto.
L’area Ernesto vuole l’unità dei comunisti. EssereComunisti si riconosce nella federazione di Ferrero, ma certo si distingue nettamente e da sempre dai vertici. EssereComunisti ha il pregio di lavorare sempre per il partito, anche quando è in minoranza. Critici verso l’Arcobaleno sono fra i pochi ad essersi impegnati in modo considerevole. Ma rischia di essere stritolata tra Ferrero ed Ernesto. Decideranno al nazionale?
FalceMartello; settari (a Firenze). Stesso atteggiamento degli autoconvocati. Netti e “puri”. Sono ancora più critici dell’area Ernesto. Non accettano poltrone e sono sempre all’erta, gridando troppo spesso a congiure staliniste. Afflitti dalla sindrome di Calimero?
Notizie attendibili informano che la segreteria PRC aveva prenotato una pagina del Corsera, assieme ad altri giornali, per pubblicare l'appello per una sinistra unita. Quindi un partito unico. I primi due firmatari sarebbero stati Bertinotti e Ingrao.
Se il risultato fosse stato buono (+10%) sarebbe stato pubblicizzato come incoraggiamento a proseguire anche saltando il congresso. ,Se fosse stato un risultato medio (tra il 5 e il 10%) sarebbe stata data la colpa alla scarsa unità, quindi partito unico senza congresso anche in questo caso.
Parallelamente a Roma si teneva una riunione mirata e segreta del PdCI dove Rizzo e i suoi colonnelli avevano preparato la contromossa. Ossia la costituente per il partito di unità comunista.
Due loschi progetti. Che non dovrei pubblicizzare. Perchè ci dipingono in modo poco piacevole.
Ma questa è la politica che non mi piace. Fatta nei palazzi, per mere questioni di rimborsi elettorali, per poltrone e per tutto men che polis.
Non so con che mozione mi schiererò. Perchè ancora non sono chiare le linee e perchè il cuore contrasta con la ragione (al solito). Di certo sarò un rullo. Siam tutti compagni e i coltelli sono stupidi. Tanto meno dividersi ora... Di certo qualcosa è stato sbagliato. E servono mea culpa. A tutti i livelli. Senza uccidere nessuno temo che sarò molto duro, fin troppo (non conoscendo molte persone).
Ma vi pare che si possa dichiarare "sì ho parlato di superamento del partito ma non di sciogliemento"????
Che razza di presa in giro è? E poi perchè dipingere la linea federalista come scissionista?
Io credo che il partito unico sia una forma sbagliata. Perchè esclusiva. Tagli fuori esperienze e passati importanti e escludi chiunque sia esterno ai 4 partiti. Come di fatto è stata la Sinistra Arcobaleno che si è presentata alle elezioni. Un cartello elettorale che tagliava fuori tutto meno i 4 segretari. Che si riunivano quando e come volevano. Senza considerare i militanti, senza considerare niente.
Una federazione invece può funzionare, se chi ne fa parte viene eletto e ha dei compiti chiari e decisi. E soprattutto una federazione può tenere insieme anche realtà (come le associazioni antifasciste o anche l'ARCI e i centri sociali) che la tessera di un partito non la faranno mai.
Ho avuto una riunione strana oggi. Mi manca la campagna elettorale, anche se dormivo 3 ore. Almeno era vera politica. Ah, per la cronaca, ho portato un sacco di voti a Sinistra Arcobaleno. Certo rispetto al tracollo non sono nulla. Ma è stato una bella soddisfazione scoprire che c'è chi si fida di me. E questa è una ragione in più per cui mi rifiuto di vendermi a un certo modo di fare politica.
Sto ricevendo offerte nauseanti. Anche questa è un tipo di politica che non mi piace. Quella del trasformismo e quella priva di coerenza.