Repubblica è troppo impegnata a fare la campagna elettorale di Veltroni.
Il manifesto e Liberazione di lunedì escono solo con poche pagine di edizione speciale, solitamente non ci sono proprio in edicola.
I telegiornali invece continueranno a parlare di quant'è bella la vittoria di Zapatero e di come la gente sia andata a votare...
Ma non è proprio così.
Nessuno parla molto della sinistra indipendentista basca. E nessuno ha interesse a dire che il suo seguito, dopo gli arresti e le azioni legali/giudiziare nei suoi confronti, continua ad averlo.
Se è democrazia quella che mette in prigione metà rappresentanti di un partito...E non attacate con i commenti sull'ETA. Basta un neurone per capire che sarebbero commenti patetici e assolutamente inutili. Sì anche io, di sinistra radicale, condanno gli omicidi, di qualsiasi matrice essi siano.
liberamente tratto da http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=&idart=10383
Paesi baschi: il successo negato di Anv
A Ondarroa piove, poi un raggio di sole. Sfila per le vie della cittadina costiera, comarca lea-Artibai al confine fra Guipuzkoa e Bizkaia, una manifestazione di un centinaio di persone. Dietro lo striscione un giovane. Sarebbe un consigliere comunale, ma l'annullamento della sua lista in quella cittadina non gli permette di sedere sul seggio che i suoi concittadini gli hanno dato con un voto annullato. Il 9 marzo, per la sinistra indipendentista era il giorno dell'astensionismo attivo. In decine e decine di piccoli paesi e città i militanti di Acion nacionalista vasca (Anv) hanno inscenato manifestazioni, semplici presidi davanti ai seggi elettorali, guardando in faccia chi andava a votare. Perché loro non hanno avuto diritto ad esprimere nessun tipo di voto. Anv voleva presentarsi a queste elezioni, ma un'ordinanza del giudice Baltsar Garzon ha sospeso le attività del partito, vietato l'iscrizione della lista al ministero dell'interno. Giusto poche ore prima che terminasse il tempo previsto per legge, anche perché – non è un mistero – il meccanismo di messa al bando secondo la Ley de partidos, che aveva già colpito Batasuna, non si sarebbe concluso in tempo. E così alla sinistra indipendentista basca non è rimasta altra arma che convocare l'astensionismo, ma attivo, con manifestazioni puntualmente represse.
Gli scontri, di piccola entità, hanno costellato la giornata elettorale. Per le strade di Ondarroa, e sull'autostrada che ci ha portato a Hernani, come in questa stessa cittadina, camionette della polizia autonoma in tenuta antisommossa, agenti mascherati con passamontagna, caschi, manganelli e fucili con palle di gomma. A Mendatxa, fra le montagne che dopo pochi chilometri si buttano a strapiombo nel mare, ci sono venti persone di fronte a un seggio elettorale. Sulle t-shirt slogan riconoscibili, poco distante una Megane nera con a bordo agenti per controllare. Il gatto e il topo, o 'guardie e ladri', ma qui non si gioca e l'umorismo non ha nulla a che fare con persone che nel giorno del voto sentono il sapore amaro di non poter votare. Anche perché in questi paesini la sinistra indipendentista ha spesso una maggioranza assoluta, come spesso si è vista mettere fuori legge la propria lista, non potendo governare.
Le parole ricorrenti sono 'rabbia' e 'impotenza'. La stessa rabbia, ci spiega una signora anziana “che provavo tanti anni fa, quando ti arrestavano solo per aver manifestato. Come oggi”. Il marito, un signore anziano, alto e un po' ricurvo, con occhi azzurri e un basco calato sul capo, ha tanti ricordi della repressione franchista. È scandalizzato: “Ma lo sa che abbiamo più di settecento prigionieri politici nelle carceri di tutto lo stato spagnolo e francese?”. Non si capacita, lo ripete ancora.
Per le strade di Ondarroa sventolano gli striscioni di plastica che invitano all'astensione. Entriamo in un seggio: su ottocentotrentadue persone del censo sono andate a votare, a metà giornata, solo duecento.
E la sera, arrivati a Hernani, tutto è pronto nella piazza per il discorso della sindaca di Anv, Mariam Beitialarrangoitia, che aspetta davanti a uno schermo il dato dell'astensionismo prima di salire sul palco. Non arriva. Le televisioni danno i numeri, ma sull'astensionismo nulla.
Alla fine sarà un risultato che indica lo stato di buona salute della sinistra indipendentista, nonostante gli arresti, le proibizioni e i divieti di riunione, manifestazione, ildivieto a paartecipare ai comizi e con due procedimenti di messa al bando che stanno arrivando a buon fine. Le elezioni del 2008 hanno visto un'astensione del 33,3 percento ( era del 24,7 percento nel 2004 con oltre il 5 percento dei voti nulli), nei territori baschi in terra spagnola. I calcoli non sono facili, perché quattro anni fa la scelta tattica, di fronte all'annullamento di centinaia di liste, era stata quella del voto nullo. Ma una prima valutazione dice che lo zoccolo duro della sinistra indipendentista ha resistito e bene e che con questo soggetto, comunque vada, si dovranno fare i conti per sciogliere il nodo del conflitto basco. Il Partido Nacionalista vasco ha perso voti e un seggio. I socialisti hanno la maggioranza nelle tre provincie di Alava, Guipuzkoa, Bizkaia. E si sono già proposti a Zapatero come soci di governo nazionale. Mentre il premier diceva: “Governerò con mano ferma, ma aperta...” una frase che lascia un interrogativo, nonostante gli ultimi mesi di dura repressione. Ma le parole di Madrid, qui nei Paesi baschi, sono difficili da sovrapporre alla realtà.