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mercoledì, 30 aprile 2008

Per ogni dollaro di tasse pagate (negli USA);

43 cent alla difesa

20 cent alla sanità

12 cent per "lotta alla povertà"

11 cent per gli "interessi" (debiti) non militari

07 cent per "spese di governo" (giustizia, trasporti, sostegni all'agricoltura, ...)

03 cent educazione (scuole) e lavoro

03 cent scienza energia e sviluppo

01 cent aiuti umanitari e diplomazia

postato da: SanteCaserio alle ore aprile 30, 2008 10:44 | Permalink | commenti (6)
categoria:politica, usa , meritocrazia
sabato, 12 gennaio 2008

Meritocrazia

di Dmitrij Palagi

Interessante discussione con un'amica di Forza Italia. Ebbene sì, anche un comunista convinto e utopista come me ha amici di Forza Italia (pochi per grazia di Marx).

Non avevamo evidentemente niente di meglio da fare che affrontare il tema della meritocrazia. Perchè a quanto si sostiene (e se non ricordo male lo dice anche la Brambilla quando starnazza in tv) "la sinistra ha lottato contro la meritocrazia, premiando i furbi, gli amici, i parenti e i comunisti". Inoltre [sempre la sinistra] se la prende con i bravi imprenditori e professionisti che, nonostante la rossa magistratura e le tasse di uno Stato vampiro e terrone, riescono a produrre ricchezza, lavoro e benessere.

La destra (non fascista) sarebbe perciò modello di giustizia sociale. Vuole premiare chi fa, non chi fa il furbo e il comunista. In barba ai motti degli anni '70 la giustizia sociale è liberista e capitalista...

Di lì si sfocia in un elogio della plutocrazia. Segue un forte sostegno della retribuzione secondo i propri meriti.

Alla base di tutto questo c'è, a mio parere, una visione degli uomini estremamente triste. Tu non sei un essere umano, ma un bene da inserire nel mondo del lavoro in modo produttivo e strumentale. Devi studiare e formarti in modo da aumentare il valore che hai sul mercato del lavoro. Ugualmente devi investire in questa direzione. Se sei povero è colpa tua, non sei stato capace di sviluppare le tue potenzialità secondo le esigenze del mercato. Perchè intendiamoci; il successo in una società come la nostra sta nel semplice venire incontro alle esigenze della massa o dei potentati. Non è che se sei bravissimo a dipingere gli abiti di rosso e la moda ha convinto che la gente deve vestire di giallo puoi fare molta strada. Al massimo ti puoi specializzare nel plagiare e manovrare la massa. Che è la cosa più triste e criminale che possa esistere su questo pianeta.

Inoltre vorrei capire come si può davvero credere che gli imprenditori (non i piccoli, quelli stile Montezemolo), i politici (come Veltroni, non la Giuliani), i presidenti di banca, i notai e tutta quella categoria su cui si è aggrappato il termine Padrone, lo siano per merito. Non esistono pari opportunità senza una Stato che garantisca una eguale distribuzione dei beni. Non esiste povero che meriti di morire di fame, non esiste persona che meriti di non poter studiare all'università, non esiste una famiglia che non meriti di garnatire possibilità illimitate ai figli. E che piaccia o no il ricco in questo paese continua ad avere maggiori possibilità degli altri. O sei geniale o sei ricco. Il resto non è una categoria contemplata.

O pensate che un laureato abbia grandi possibilità di mettersi in proprio o aprire un'impresa senza i soldi del papà? E poi ci sarebbe da parlare anche della meritocrazia per chi è lavoratore precario. Migliore è colui che meglio si adatta alle esigenze del datore di lavoro; ovvero il miglior lavoratore è quello che non ha figli, non ha malattie, non è in cinta, non ha progetti a lungo termine.

Queste sono solo alcune riflessioni in ordine sparso. Numerose altre ne occorrono e anche meno dispersive. Bè, intanto è un punto di inizio.

immagine liberamente tratta da http://www.evergladesviaggi.it/images/messico%202.gif

postato da: SanteCaserio alle ore gennaio 12, 2008 12:57 | Permalink | commenti
categoria:politica, meritocrazia