Non so quanto si possa festeggiare.
So che a questo punto ci siamo arrivati anche per colpa dei due annetti in cui siamo stati lassù.
Non abbiamo certo scritto noi la legge Biagi. E non siamo certo i responsabili del processo di precarizzazione delle vite (altro che flessibilità) che investe ormai ogni angolo del detto "Primo Mondo" (perfino alle medie mi spiegavano quanto fosse stupido chiamarlo così, ma da il senso della supponenza occidentale). Ma le nostre colpe le abbiamo.
Più che festeggiare dobbiamo guardare a una tradizione di cui essere orgogliosi, comprendendo quanto invece ci sia un passato (spesso recente, ma non solo) tragico. Paragonando i due comprendiamo quale sia la giusta strada, e quale no.
Senza dimenticarci che noi viviamo per difendere i lavoratori deboli, i lavoratori, gli sfruttati. E di chi il lavoro non ce l'ha.
E, come Lussu insegna nel libro di cui scriverò un post nei prossimi giorni, esiste anche la piccola borghesia, naturale alleato del "proletariato". Dobbiamo ritornare nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro (compresi quelli in cui non abbiamo mai messo piede) e dimenticarci della cultura di governo.
Quella di governo ormai ci appartiene, ma ci siamo dimenticati quella di lotta. Quindi buon primo maggio. Non so quanti di voi apprezzeranno. Ma qui sotto c'è un pezzo di cinema, e un pezzo di storia dei "lavoratori".
Auguri a tutti voi. Buon festa dei lavoratori!
Buon primo maggio!!! (soprattutto a te sole del corso, :-))














