Il petroliere
(There Will Be Blood)
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Un buon film trasmette sensazioni che ogni spettatore interpreta a proprio modo. Un buon film non ha un messaggio chiaro, neanche per il regista e lo sceneggiatore.
Il petroliere è un buon film. Non un capolavoro però. Ed è bene partire dagli elementi che tolgono quei pochi punti che lo avrebbero reso da pieni voti. In realtà è molto semplice. Un paio di silenzi di troppo e qualche pretesa eccessiva. Si sente l’esigenza di alleggerirlo. Il regista di Magnolia fa qui un passo avanti, comunque. Non scade nel patetico e le sue pretese non suonano più altisonanti e assurde, a parere di chi sta scrivendo.
Ma passiamo alla pellicola.
Un cercatore di petrolio, con un’attività avviata e sudata, indipendente dalle grandi compagnie, incappa in un paese ancora da sfruttare. Troverà un “oceano di petrolio” ma anche eventi che lo segneranno definitivamente. Su tutti l’incontro con un giovane predicatore.
Petrolio e fede. Identificano gli Stati Uniti e, ormai, l’Occidente in generale. Siamo tra l’800 e il ‘900. Anni che formarono il nostro presente e che ancora ci influenzano. È la nostra identità. Anche se in Europa siamo relativamente esclusi da questo dipinto di 158 minuti. Non troverete molto spazio per la speranza. È un film sull’uomo. Sul conflitto interno ed esterno fra cupidigia e religione. Senza che né l’una né l’altra abbiano alcunché di positivo. Sono semplicemente caratteristiche umane.
Non è il caso di svelare niente di più sulla trama e neanche rovinare il gusto della visione. Di certo in sala potete entrare preparati a paesaggi esasperati e affascinanti ad un tempo. Una colonna sonora che si adegua ai dialoghi e ai silenzi. Una recitazione impeccabile da parte di tutti. Meritato l’oscar a Daniel Michael Blake Day-Lewis.
Manca completamente la presenza femminile. Significativo visto il ruolo della donna nel nostro mondo, fino alla recente e relativa emancipazione del gentil sesso. E così non c’è spazio per l’amore.
Non sono però esclusi gli affetti familiari. Rigorosamente maschili. Tra padre e figlio e tra fratelli. Anche qui non si scade nel sentimentale e c’è poco per cui potersi commuovere.
Assolutamente consigliato. Imperdibile per chi ama il cinema per le sue qualità tecniche, imperdibile per chi ama la denuncia sociale e la storia. Perdibile per chi vuole distrarsi. È un film che dovrebbe far riflettere molto, perché parla di tutti noi, e non solo dell’ultima “corsa all’oro” USA.
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Tratto dal romanzo di Upton Sinclair Oil! del 1927
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Un film di Paul Thomas Anderson. Con Daniel Day-Lewis, Paul Dano, Kevin O'Connor, Ciarán Hinds, Dillon Freasier, Colleen Foy. Genere Drammatico, colore 158 minuti. - Produzione USA 2007. - Distribuzione Buena Vista
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immagine liberamente tratta da;
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