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giovedì, 01 maggio 2008

Non so quanto si possa festeggiare.

So che a questo punto ci siamo arrivati anche per colpa dei due annetti in cui siamo stati lassù.

Non abbiamo certo scritto noi la legge Biagi. E non siamo certo i responsabili del processo di precarizzazione delle vite (altro che flessibilità) che investe ormai ogni angolo del detto "Primo Mondo" (perfino alle medie mi spiegavano quanto fosse stupido chiamarlo così, ma da il senso della supponenza occidentale). Ma le nostre colpe le abbiamo.

Più che festeggiare dobbiamo guardare a una tradizione di cui essere orgogliosi, comprendendo quanto invece ci sia un passato (spesso recente, ma non solo) tragico. Paragonando i due comprendiamo quale sia la giusta strada, e quale no.

Senza dimenticarci che noi viviamo per difendere i lavoratori deboli, i lavoratori, gli sfruttati. E di chi il lavoro non ce l'ha.

E, come Lussu insegna nel libro di cui scriverò un post nei prossimi giorni, esiste anche la piccola borghesia, naturale alleato del "proletariato". Dobbiamo ritornare nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro (compresi quelli in cui non abbiamo mai messo piede) e dimenticarci della cultura di governo.

Quella di governo ormai ci appartiene, ma ci siamo dimenticati quella di lotta. Quindi buon primo maggio. Non so quanti di voi apprezzeranno. Ma qui sotto c'è un pezzo di cinema, e un pezzo di storia dei "lavoratori".

Auguri a tutti voi. Buon festa dei lavoratori!

Buon primo maggio!!!  (soprattutto a te sole del corso, :-))

Il film è "Sciopero" (1925) di Mikhailovich Eisenstein
postato da: SanteCaserio alle ore maggio 01, 2008 10:10 | Permalink | commenti (20)
categoria:politica, cinema, lavoro, auguri
mercoledì, 19 marzo 2008

Angeli Distratti

(da oggi in vendita con Liberazione a 7,00 euro)

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 <<Mi hanno offerto uno stipendio per la prima volta nella mia vita. Dicevano che sarebbe stato un gioco, meglio di un videogame, che non sarei mai sceso dal mio blindato e che da lì mi sarei divertito a massacrare i terroristi. Un anno così e poi a casa.Ma qui siete tutti pazzi. Vai al cesso e ci trovi gli scorpioni, vai a letto e ci trovi i ragni, entri nel blindato e ci trovi altri scorpioni. Le strade saltano per aria, ti sparano dalle case, dai tetti, dalle macchine... Trovi un ferito e ti esplode in faccia! Perfino i bambini esplodono! Non puoi uscire di casa senza nasconderti. No, signora mia, voi siete malati.Questo è un cimitero dove non c'è distinzione tra chi è morto e chi sta per morire>>

La frase è del soldato USA che tiene sotto tiro una madre cieca a cui ha appena ucciso il figlio

Non è proprio il caso di scrivere una recensione, almeno per quanto mi riguarda. Mi sento solo di consigliarvi caldamente l'acquisto (non solo la visione) di questo film. Importantissimo per una riflessione fondamentale che da troppo tempo è venuta a mancare.

Vedi l'assenza totale del tema della guerra dalla campagna elettorale.

Assolutamente ottimo. Ha dei limiti tecnici che non sono assolutamente rilevanti.

Per ricordarsi di una strage, quella di Falluja, che dimostra l'assurdità della guerra, che prova l'idiozia, a livello etico e umano (non certo economico), della nostra politica estera (soprattuto scelta da Bush ma di cui certo anche noi abbiamo importanti colpe)

Un film di Gianluca Arcopinto. Con Aran Bertetto Jones, Rabie Hamid. Genere Docu-fiction, colore 75 minuti. - Distribuzione Lucky Red - Produzione Italia 2007

immagine tratta liberamente da

http://www.videotrailer.eu/images/trailers/2007/ANGELI_DISTRATTIH.jpg

postato da: SanteCaserio alle ore marzo 19, 2008 13:56 | Permalink | commenti (6)
categoria:iraq, politica, cinema, appuntamenti
martedì, 26 febbraio 2008

Il petroliere

(There Will Be Blood)

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Un buon film trasmette sensazioni che ogni spettatore interpreta a proprio modo. Un buon film non ha un messaggio chiaro, neanche per il regista e lo sceneggiatore.

Il petroliere è un buon film. Non un capolavoro però. Ed è bene partire dagli elementi che tolgono quei pochi punti che lo avrebbero reso da pieni voti. In realtà è molto semplice. Un paio di silenzi di troppo e qualche pretesa eccessiva. Si sente l’esigenza di alleggerirlo. Il regista di Magnolia fa qui un passo avanti, comunque. Non scade nel patetico e le sue pretese non suonano più altisonanti e assurde, a parere di chi sta scrivendo.

Ma passiamo alla pellicola.

Un cercatore di petrolio, con un’attività avviata e sudata, indipendente dalle grandi compagnie, incappa in un paese ancora da sfruttare. Troverà un “oceano di petrolio” ma anche eventi che lo segneranno definitivamente. Su tutti l’incontro con un giovane predicatore.

Petrolio e fede. Identificano gli Stati Uniti e, ormai, l’Occidente in generale. Siamo tra l’800 e il ‘900. Anni che formarono il nostro presente e che ancora ci influenzano. È la nostra identità. Anche se in Europa siamo relativamente esclusi da questo dipinto di 158 minuti. Non troverete molto spazio per la speranza. È un film sull’uomo. Sul conflitto interno ed esterno fra cupidigia e religione. Senza che né l’una né l’altra abbiano alcunché di positivo. Sono semplicemente caratteristiche umane.

Non è il caso di svelare niente di più sulla trama e neanche rovinare il gusto della visione. Di certo in sala potete entrare preparati a paesaggi esasperati e affascinanti ad un tempo. Una colonna sonora che si adegua ai dialoghi e ai silenzi. Una recitazione impeccabile da parte di tutti. Meritato l’oscar a Daniel Michael Blake Day-Lewis.

Manca completamente la presenza femminile. Significativo visto il ruolo della donna nel nostro mondo, fino alla recente e relativa emancipazione del gentil sesso. E così non c’è spazio per l’amore.

Non sono però esclusi gli affetti familiari. Rigorosamente maschili. Tra padre e figlio e tra fratelli. Anche qui non si scade nel sentimentale e c’è poco per cui potersi commuovere.

Assolutamente consigliato. Imperdibile per chi ama il cinema per le sue qualità tecniche, imperdibile per chi ama la denuncia sociale e la storia. Perdibile per chi vuole distrarsi. È un film che dovrebbe far riflettere molto, perché parla di tutti noi, e non solo dell’ultima “corsa all’oro” USA.

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Tratto dal romanzo di Upton Sinclair Oil! del 1927

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Un film di Paul Thomas Anderson. Con Daniel Day-Lewis, Paul Dano, Kevin O'Connor, Ciarán Hinds, Dillon Freasier, Colleen Foy. Genere Drammatico, colore 158 minuti. - Produzione USA 2007. - Distribuzione Buena Vista

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immagine liberamente tratta da;

http://www.everyeye.it/public/immagini/2162008/c_res_2007

_there_will_be_blood_013.jpg

postato da: SanteCaserio alle ore febbraio 26, 2008 22:59 | Permalink | commenti (5)
categoria:cinema