Mi rendo conto che ci si potrebbe perdere in particolari che non interessano a molti.
Ma credo che si parli troppo poco di Russia, se non per denunciare le solite moine dei tg nostrani.
Vige uno stereotipo, da molti diffuso e propagandato.
Quello di una Nazione dove vige una dittatura totale, co
n una strenua opposizione che si batte per i diritti dell’uomo. Una Resistenza che conta giornalisti martiri, intellettuali d'altri tempi e campioni sportivi, ieri simbolo di speranza sovietica, oggi di speranza mondiale.
Per poi strizzare l’occhio al gossip. Sarkozy ha la Bruni, Putin una contorsionista… li hai visti ‘sti presidenti? In fondo in fondo sono umani. Ma il giorno dopo altri servizi per spiegarti che Bush è più umano di loro, e che in Russia la libertà americana se la sognano.
Per inciso quante polemiche avete sentito per i rapporti di amicizia tra Putin e Berlusconi? Nemmeno il TG2 che sembra una macchina da guerra anti-russa (oltre ad essere il megafono di AN)…
Insomma avete presete la Ribellione contro l'Impero di Vader? Ecco, ci siamo. In Russia c'è tutto questo. La mia madre patria è ridotta a una fantasia di Lucas.
Chiudendo la parentesi desidero chiarire un piccolo particolare.
L’attuale esecutivo gode di un consenso su livelli discretamente alti. E l’opposizione…
In un Paese dove vige un regime, davvero credete che i poveri “francescani” della politica potrebbero avere una radio, più di un giornale e contare su sostenitori milionari? E per chi lavorano i giornalisti indipendenti? Da chi vengono pagati?
Siamo sicuri dell’assioma “ucciso dal cattivo potente = martire dei buoni”?
La mafia di Stato, la mafia non di Stato. Quelli che il potere ce l’hanno, e quelli che sono rimasti tagliati fuori dal tavolo del fu Partito.
Quelli che si sono visti messi da parte.
Quelli che vengon buttati fuori dal treno del monopolio.
Quelli che comunque non sono meglio di chi sulla poltrona ci è rimasto.
Mi infastidisce sentire certe discussioni. In Russia le cose non sono semplici. Gente pulita ci sarà, ma è affogata in una mare di gente sporca. Il discorso vale in modo trasversale. Non c'è una sola formazione politica (almeno a partire da un certo livello in sù) che non sia invischiata in un bipolarismo che fa impallidire ogni sogno veltroniano. Da una parte lo Stato, dall'altro un gruppo di magnanti che vorebber tanto prendere il posto della concorrenza. Sono solo due corporazioni che si affrontano sulla pelle della gente. Sfruttando in modo indegno sogni, passato, religione, petrolio e gli inutili mezzi di informazioni occidentali.
Perchè, nel parlare di contorsioniste ginnaste e della fiera del lusso, qualche giornalista non comincia a chiedersi come mai c'è tanta nostalgia per l'URSS? Provate a pronunciare il nome di Gorbaciov (troppo impegnato ad oggi a fare pubblicità per Louis Vitton) in mezzo a un quartiere periferico di Mosca.
L'ipocrisia umana. Basta buttare giù un muro e poi tutto và da sè? E non date la colpa al CCCP di quanto succede oggi. L'ubriacone palpeggiatore e determinati interessi sono il simbolo di ingerenze sbagliate quanto dannose (ovviamente dannose per i russi, non certo per le multinazionali e le compagnie petrolifere).
Ovviamente la linea massima di divisione tra la squadra di Putin e la ribellione è una sola; l'atteggiamento da tenere nei confronti degli USA. Rubiamo spartendo con quelli di là (che però ci sostengono anche se non abbiamo un largo consenso), o rendiamo il Paese la nostra impresa?
E in tutto quel frastuono, in mezzo a tutta quella corruzione… la gente preferisce stabilità. E preferisce la delinquenza governativa. Che contro gli interessi minimi della popolazione non và, perché è una sorta di investimento di cui prendersi cura. Il consenso e una parvenza di democrazia sono quel capitale che gli imprenditori dell’ex KGB coltivano come fosse un bonsai. E la gente preferisce vedersi alzare le pensioni, anziché un giocatore di scacchi che gode di strani finanziamenti e loschi alleati.
E se vi sentite superiori a quanto accade di là dagli Urali, ponetevi una domanda, oh occidentali dal cuore libero. Avete voi sentito di fascisti alla guida di Roma, alla presidenza della Camera, di nani malefici e tremolanti padani che vincono sulla carta della paura?
In Russia si tratta, soprattutto, di stabilità sociale e di un orgoglio nazionale che supera ogni immaginario italiano. I russi sono russi. Non li smuoverete mai dalla loro identità. E anche in un periodo di ateismo obbligato non si è mai perso il misticismo che da secoli unisce territori vasti ed etnie distinte.
Discorsi a parte vorrei fare per i casi particolari, come la Politkovskaja (di cui comunque ho accenato sopra). Anche l'Ucraina e gli altri paesi di area ex sovietica meritano un altro tipo di ragionamento. E volutamente ho trascurato la Cecenia, ma non mancherò nei prossimi giorni. Vorrei concludere segnalando i reporter italiani in Russia. Non si muovono dalle loro comode sedi operative. Anche quando fanno un servizio su Kiev o sula Siberia te li trovi davanti al Cremlino. Usano immagini di repertorio delle televisioni governative...
Così si combatte la dittatura.
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