Mancano due giorni all'anniversario.
Ma non volevo scadere nel semplice augurio commemorativo.
L'esempio di Peppino Impastato, al di là di film e libri, deve essere uno spunto per quel deserto che ci apprestiamo ad attraversare.
Ed io credo fermamente che solo attraverso una fermezza morale ed un senso civico assoluto si possa riemergere e sconfiggere un sistema come quello odierno.
In realtà mi lasciano perplesso alcune storie che mi raccontano compagni di "giù". Evidentemente le tentazioni mafiose colpiscono anche i compagni. Così come le poltrone.
Radicarsi nel territorio significa instillare conflitto e opporsi a quanto costituito. Lasciando perdere le mode del momento, ma semmai coltivandole per qualcosa di prospettivo.
Penso a NoTav e NoDalMolin. Penso a tutte quelle radicalità territoriali e a quei movimenti che rischiano di diventare circoli elitari, così come li chiama Chiamparino (e su questo in parte ha anche ragione).
Perchè le forme fin qui assunte da marxismo, trosckijsmo, movimento noglobal... beh siori, han fallito tutti. E per una volta non dico abbiamo. Perchè per una volta, nel ricordare quanto è successo 30 anni fa, voglio rivendicare il mio diritto ad avere una possibilità. Perchè in questi anni non ho avuto le possibilità per fare molto. Ed è stato un limite dovuto proprio a quanto c'è nel nostro Paese, oltre alla "tenera età".
E così come ci fu chi con coraggio non seguì il consenso generale, così dobbiamo fare anche noi. Soprattutto pensando che la fama che è stata diffusa da un film è una canzone (che entrambe apprezzo) non è condivisa nei luoghi natii di Impastato, e che talvolta si limita a una semplice mitologia adolescienzale.
Non è questo il modo per imparare dalla storia. Gli esempi sono solo un punto di partenza, un punto di riferimento importante per il proprio fare, non una semplice immagine da riversare su una bandiera o un dvd.















