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domenica, 22 giugno 2008

Sotto trovate un'iniziativa importante... Intanto godetevi questo estratto da un articolo tratto liberamente da il Giornale.

Perché preti e laici cattolici usano la bandiera arcobaleno come simbolo di pace invece della croce? Non sanno che quella bandiera è collegata alla teosofia e al New Age? È netto e documentato il giudizio contenuto in un articolo pubblicato da «Fides», l’agenzia della Congregazione vaticana per l’evangelizzazione dei popoli diretta da Luca De Mata, nei confronti del vessillo, simbolo del movimento pacifista, appeso anche nelle chiese e da qualche prete pure sull’altare. 

Le origini della bandiera della pace vanno ricercate, spiega l’agenzia, «nelle teorie teosofiche nate alla fine dell’800. La teosofia (letteralmente “Conoscenza di Dio”) è quel sistema di pensiero che tende alla conoscenza intuitiva del divino». Il pensiero della corrente rappresentata dalla bandiera arcobaleno si basa sullo «gnosticismo», sulla «reincarnazione e trasmigrazione dell’anima», sull’esistenza di «maestri segreti» e riconduce al New Age, mentalità che predica la libertà più assoluta e il relativismo, l’idea dell’«uomo divino», il rifiuto della nozione di peccato.

«Fides» spiega che esistono diverse versioni di questa bandiera, una delle quali è riconosciuta ad Aldo Capitini, fondatore del Movimento nonviolento, «che nel 1961 la usò per aprire la prima marcia per la pace Perugia-Assisi», mentre un’altra «segnala che la sua origine risale al racconto biblico dell’Arca di Noè» e dunque sarebbe un simbolo cristiano a tutti gli effetti. In realtà - scrive l’agenzia dopo aver ricordato che è anche il simbolo dei movimenti di liberazione omosessuali - la bandiera rappresenta un’idea secondo la quale «per esempio è possibile mettere sullo stesso piano partiti politici o gruppi culturali che rivendicano, legittimamente, la difesa della dignità della donna, e gruppi, come è accaduto recentemente in Europa, che rivendicano la depenalizzazione dei reati di pedofilia. Si tratta ovviamente di aberrazioni possibili, solo all’interno di una mentalità relativistica come quella che caratterizza le nostre società occidentali».

Invece ritengo di fondamentale importanza dare la propria adesione all'appello contro il premio per la mediazione dei conflitti etnici e sociali a Blaise Compaoré (assasino di Sankara), assegnato dalla Regione Toscana. Trovate tutte le informazioni qui. Semmai dovesse sfuggirvi l'indirizzo a cui mandare "nome e cognome" per l'adesione è

antoniomele@yahoo.fr

postato da: SanteCaserio alle ore giugno 22, 2008 12:30 | Permalink | commenti (13)
categoria:politica, appelli
sabato, 09 febbraio 2008

Da stamani con Liberazione in edicola.

Se non lo avete visto dovete vederlo, se lo avete visto sappiate che è un film che sotto tutti i punti di vista è da avere nella propria videoteca, se già lo avete è un bellissimo regalo da fare a sorpresa a qualcuno che conoscete.

La cosa più importante, il vero motivo per cui dovete comprarlo però è che il ricavato della vendita sarà devoluto al "Fondo di solidarietà Lavoratori ThyssenKrupp"

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Già che siamo in vena di appelli non sto a scrivere un altro post;

http://www.appelloprc.org/

postato da: SanteCaserio alle ore febbraio 09, 2008 09:41 | Permalink | commenti (12)
categoria:politica, lavoro, appelli
giovedì, 31 gennaio 2008
Secondo alcune stime, nel 2007 in Italia sono morte sul lavoro 1.017 persone e altre 25.447 sono rimaste invalide. Nei primi nove mesi del 2007 secondo dati dell'Inail, sono stati denunciati 689.926 infortuni e 965 casi mortali.
Sono i numeri della nostra guerra, che si combatte ogni giorno sui posti di lavoro. E come in tutte le guerre, i numeri sono sottostimati: Si sa di per certo che spesso e volentieri gli incidenti avvengono dove le condizioni di lavoro sono più degradate. E dove sono più degradate la gente viene pagata in nero. E quando si è pagati in nero, non si può denunciare nessun incidente. Quante volte si trovano feriti che poi vengono classificati "da incidente d'auto", o cadaveri, ai bordi delle nostre strade?
Far finire questa guerra, come tutte le altre, è un impegno anche di PeaceReporter. Per questo chiediamo anche noi, come già articolo 21, Rainews24 e il Tg3, che venga data una medaglia al valore civile a Denise Zanon, operaio morto a Porto Marghera mentre cercava di salvare la vita ai suoi colleghi.
Perché anche questa guerra deve finire. Perché è indecente che in un paese cosiddetto civile ci siano così tanti incidenti sul lavoro. E che probabilmente ancor di più sono quelli che non vengono denunciati. Per paura di morir di fame.
Firma qui 
http://www.articolo21.info/appelli_form.php?id=108
postato da: SanteCaserio alle ore gennaio 31, 2008 18:30 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, lavoro, appelli