"Come se le bandiere non fossero tutte insanguinate. E com
e se non fosse solo il fuoco a poterle purificare. Anche noi però avevamo la nostra bandiera rossa. Forse a mostrarlo tutto, quel sangue, come fosse l'ultima delle bandiere. Chiedeva di essere l'ultima, sì, ma non era lei la bandiera che
sventolando s'ammaina e si fa cenere. E per questo non ero io a portarla. Quasi avvertissi in ogni bandiera una richiesta di sottomissione. Ogni bandiera chiede di restare nella sua ombra."
(La prima volta che ho visto i fascisti a cura del collettivo Wu Ming http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/antifa/primavolta.pdf)
Capisco che qualcuno possa riconoscere certi valori dentro ad un simbolo. E il significato celato dietro ad uno stesso segno grafico è certamente variabile ed opinabile, secondo alcune sfumature ed entro determinati limiti.
A distanza di tempo credo sia possibile parlare di bandiere senza per forza fare riferimento al recente boicottaggio di Torino (a cui comunque ho già dedicato un post qualche giorno fa). Non ho mai bruciato bandiere nè crocifissi (forse solo uno di questi ultimi, ma è stato un gesto giustificato dalla tenera età e di cui poi mi sono sostanzialmente pentito). Lo ritengo un gesto inutile, sintomo di
impotenza e assolutamente controproducente, nell'ambito di una contestazione. Detto questo, non mi sognerei mai di condannare chi compie l'empietà, per poi magari paragonarlo all''omicidio di Verona. Di certo Fini non è il mio presidente della Camera, ma questo già lo si sapeva.
Le bandiere sono raramente frutto di espressione popolare, quasi sempre calate giù dall'alto e poi applaudite ora in un modo, ora in un altro, a seconda di come la propaganda plasmasse le coscienze collettive. Quando qualcuno brucia un pezzo di stoffa non punta all'eliminazione di una po
polazione ma alla critica della struttura governativa e decisionale che macchia di sangue quei determinati colori. Così come la nostra bandiera si è macchiata di sangue innocente ben prima del fascismo, ad esempio in Africa, o nella repressione di manifestazioni in madre patria (vedi Bava Beccaris). A parer mio l'errore di bruciare una bandiera è non tener conto che questo potrebbe compromettere il tuo messaggio anche con persone che magari ti sono vicine e con cui altrimenti potresti giungere a qualcosa. Così come bruciare crocifissi determina un avvicinamento emotivo tra gerarchia vaticana e il singolo fedele cattolico (in Italia, ovviamente).
Inoltre la sterilità del gesto fa capire che il piromane-politico non ha di meglio da fare. E questo è quanto.
Poi l'idea stessa di nazione, come è emerso dai commenti del po
st precedente, è di per sè un'invenzione borghese e capitalista, ai miei occhi (ma non solo ai miei). Di conseguenza la banidera USA e quella Israeliana vengono viste come simbolo dell'imperialismo. Io sarei perchè ognuno si bruciasse le proprie bandiere. Avrebbe un significato diverso e non comprometterebbe poi di molto il cambiamento della società. Quindi l'invito è di posare le bandiere di Paesi stranieri e accende le proprie :-) (e qui partono le denunce nonostante lo smile tenti di dare un tono ironico).
Più che parlare di discutibili simboli, io andrei a toccare i concetti di sovranità nazionale e di patria. Sarebbe più utile. Infinitamente più utile.
Un discorso a parte è per i simboli che vengono spontaneamente presi a simbolo di un ideale o di una determinata lotta. Stando attenti a strumentalizzazioni e degenerazioni, lì siamo in un caso diametralmente opposto. Infatti di solito non sono le bandiere a bruciare, ma direttamente chi in quelle ci si riconosce.

immagini liberamente tratte da; http://i15.ebayimg.com/03/i/000/96/04/86d9_1.JPG http://www.circologramsciriposto.it/immagini/partigiani.jpg http://www.linearossage.it/Band.It.Soc..jpg http://francocolombo.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/46142/america%20bandiera.jpg http://antigrillo.files.wordpress.com/2007/11/bandiera-usa-bruciata.jpg

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