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lunedì, 19 maggio 2008

"Come se le bandiere non fossero tutte insanguinate. E come se non fosse solo il fuoco a poterle purificare. Anche noi però avevamo la nostra bandiera rossa. Forse a mostrarlo tutto, quel sangue, come fosse l'ultima delle bandiere. Chiedeva di essere l'ultima, sì, ma non era lei la bandiera che
sventolando s'ammaina e si fa cenere. E per questo non ero io a portarla. Quasi avvertissi in ogni bandiera una richiesta di sottomissione. Ogni bandiera chiede di restare nella sua ombra
."

(La prima volta che ho visto i fascisti a cura del collettivo Wu Ming http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/antifa/primavolta.pdf)

Capisco che qualcuno possa riconoscere certi valori dentro ad un simbolo. E il significato celato dietro ad uno stesso segno grafico è certamente variabile ed opinabile, secondo alcune sfumature ed entro determinati limiti.

A distanza di tempo credo sia possibile parlare di bandiere senza per forza fare riferimento al recente boicottaggio di Torino (a cui comunque ho già dedicato un post qualche giorno fa). Non ho mai bruciato bandiere nè crocifissi (forse solo uno di questi ultimi, ma è stato un gesto giustificato dalla tenera età e di cui poi mi sono sostanzialmente pentito). Lo ritengo un gesto inutile, sintomo di impotenza e assolutamente controproducente, nell'ambito di una contestazione. Detto questo, non mi sognerei mai di condannare chi compie l'empietà, per poi magari paragonarlo all''omicidio di Verona. Di certo Fini non è il mio presidente della Camera, ma questo già lo si sapeva.

Le bandiere sono raramente frutto di espressione popolare, quasi sempre calate giù dall'alto e poi applaudite ora in un modo, ora in un altro, a seconda di come la propaganda plasmasse le coscienze collettive. Quando qualcuno brucia un pezzo di stoffa non punta all'eliminazione di una popolazione ma alla critica della struttura governativa e decisionale che macchia di sangue quei determinati colori. Così come la nostra bandiera si è macchiata di sangue innocente ben prima del fascismo, ad esempio in Africa, o nella repressione di manifestazioni in madre patria (vedi Bava Beccaris). A parer mio l'errore di bruciare una bandiera è non tener conto che questo potrebbe compromettere il tuo messaggio anche con persone che magari ti sono vicine e con cui altrimenti potresti giungere a qualcosa. Così come bruciare crocifissi determina un avvicinamento emotivo tra gerarchia vaticana e il singolo fedele cattolico (in Italia, ovviamente).

Inoltre la sterilità del gesto fa capire che il piromane-politico non ha di meglio da fare. E questo è quanto.

Poi l'idea stessa di nazione, come è emerso dai commenti del post precedente, è di per sè un'invenzione borghese e capitalista, ai miei occhi (ma non solo ai miei). Di conseguenza la banidera USA e quella Israeliana vengono viste come simbolo dell'imperialismo. Io sarei perchè ognuno si bruciasse le proprie bandiere. Avrebbe un significato diverso e non comprometterebbe poi di molto il cambiamento della società. Quindi l'invito è di posare le bandiere di Paesi stranieri e accende le proprie :-) (e qui partono le denunce nonostante lo smile tenti di dare un tono ironico).

Più che parlare di discutibili simboli, io andrei a toccare i concetti di sovranità nazionale e di patria. Sarebbe più utile. Infinitamente più utile.

Un discorso a parte è per i simboli che vengono spontaneamente presi a simbolo di un ideale o di una determinata lotta. Stando attenti a strumentalizzazioni e degenerazioni, lì siamo in un caso diametralmente opposto. Infatti di solito non sono le bandiere a bruciare, ma direttamente chi in quelle ci si riconosce.

 immagini liberamente tratte da; http://i15.ebayimg.com/03/i/000/96/04/86d9_1.JPG  http://www.circologramsciriposto.it/immagini/partigiani.jpg  http://www.linearossage.it/Band.It.Soc..jpg  http://francocolombo.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/46142/america%20bandiera.jpg  http://antigrillo.files.wordpress.com/2007/11/bandiera-usa-bruciata.jpg

 

postato da: SanteCaserio alle ore maggio 19, 2008 06:53 | Permalink | commenti (13)
Commenti
#1   19 Maggio 2008 - 12:14
 
... interessante riflessione.
Ciao
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#2   19 Maggio 2008 - 13:47
 
Perchè la patria?

Ci divide la lingua!
Ci divide l'ideologia!
Ci divide la razza!
Ci divide la ricchezza!

Vogliamo una sola lingua?
Vogliamo stare senza ideologia?
Vogliamo unirci senza distinzione di razza?
Vogliamo eliminare la ricchezza?

Se ciò facessimo
tutto sarebbe più giusto
più umano e più vero

Perchè la patria?
La patria è per i ricchi
la patria non è per i poveri
e nemmeno per gli indifesi e per i giusti.

Sar-4/6/1982 Salvatore Rizzi
Con simpatia a Sante.
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#3   19 Maggio 2008 - 13:55
 
@ SaR

calza a pennello!
simpatia più che ricambiata. e grazie per la dedica

@ isher

i tuoi serafici commenti ogni tanto lasciano perplessità su un tono presuntamente ironico :P (scherzo)
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#4   19 Maggio 2008 - 18:40
 
riflessioni giuste...ma in quanti lo pensano?in quanti sono d'accordo?
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#5   19 Maggio 2008 - 19:14
 
condivido l'affermazione "quando qualcuno brucia un pezzo di stoffa non punta all'eliminazione di una poipolazione ma alla critica alla struttura governativa e decisionale che macchia di sangue quei determinati colori"!
purtroppo agitare fantasmi di terrorsimo e quant'altro sembra essere la cosa più facile, ancora..
per fortuna le parole di Fini sono state abbondantemente stigmatizzate
ciao!
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#6   19 Maggio 2008 - 19:16
 
[simbologico...ma non è davvero il simbolo del popolo...solo forse per chi ha lottato per avere la certezza dell'essere autonomi...stile scozia]
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#7   19 Maggio 2008 - 19:27
 
Uff, mancava la presenza femminile sul blog. Dà un tocco di umanità a 'sta fucina :P

@ Argira

permettimi di cambiare la tua domanda, perchè altrimenti non cogliam il problema vero... in quanti pensano? ;)
su certi argomenti e in certi ambiti stiam tornando indietro. altro che coscienza di classe

@ giovanotta

sì ho trovato strane le reazioni verso Fini... credo sia solo un modo per esorcizzare ogni residuo di fango che i missini si tirano dietro. dubito ci sia della buona fede dietro. tanto che la replica di veltroni è stata "sono reati ugualmente gravi". insomma non è che si sia a cavallo.

@ Morfea77

anche sulla Scozia avrei dei dubbi... non è che abbiano avuto una storia così tranquilla, tra massoni, cattolici e calvinisti.
comunque esistono un paio di casi in cui la bandiera nazionale non è simbolo di imperialismo ed oppressione, ma anzi di emancipazione. sono però delle eccezioni, tanto rare quanto apprezzabili
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#8   19 Maggio 2008 - 22:08
 
...guarda che lo stato nazione non è altro che il "contenitore" nel quale si esercita la sovranità nazionale...dire che la "nazione" o lo "stato" è di per sè un'invenzione borghese e capitalista, secondo me, non vuol dire assolutamente niente...perfino il comunismo è una deriva speculare, nella sua pretesa aintiteticità, della borghesia e del capitalismo...tutte le ideologie sono prodotti dell'elite intelettuale...non esiste una ideologia della massa...semmai si può ideologia per la massa...lo stato è solo uno strumento...se nelle mani del popolo, democratico, delle lobbies, non o antidemocratico...l'alternativa allo stato-nazione?...le utopiche comunità filantropiche del 1800...o un certo "contrattualismo" ...si tratta di esperimenti falliti...allo stato attuale la storia non ha prodotto altre concrete alternative...
Miro il padano
utente anonimo

#9   19 Maggio 2008 - 22:09
 
...ripeto, l'alternativa allo stato-nazione?...le utopiche comunità filantropiche del 1800?...o un certo "contrattualismo"? ...si tratta di esperimenti falliti...allo stato attuale la storia non ha prodotto altre concrete alternative...
Miro il padano

utente anonimo

#10   19 Maggio 2008 - 22:15
 
come la penso io caro sante lo sai... non mi inchino davanti a bandiere di nessun tipo... farei uno strappo per quella bianconera :)
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#11   19 Maggio 2008 - 22:25
 
...più in generale, le mie riserve mentali sono rivolte sia al libertarismostorico, europeo e anarco-comunista, che a quello più recente di accezione anglosassone e anarco-capitalista…le due accezioni sono antitetiche: la prima è basata sull’anticapitalismo e l’avversione alla proprietà privata, la seconda, viceversa, rappresenta la forma più estrema del pensiero liberale-liberista (Murray N. Rothbard, David Friedman, Hans-Hermann Hoppe)…verso la prima forma sono scettico perché credo anche nella proprietà e nell’iniziativa privata, con forme ampie di socializzazione dell'impresa, oltre alla preminente funzione sociale e democratica dello stato (lo stato-nazione) che deve garantire con il rispetto delle regole sociali ed il corretto funzionamento del mercato che, se lasciato completamente "libero", si può “auto-regolare” solo sulla base della legge del più forte a scapito del più debole…vi sono inoltre servizi che non possono essere privatizzati come sanità, istruzione, previdenza, energia...la seconda accezione, tralasciando la buona fede di molti dei suoi sostenitori, con la scusa di dare preminenza alla scelta individuale davanti alle pretese di qualunque potere politico e professando l'idea di un mercato completamente sottratto ad ogni tutela statale, che lasci l'individuo padrone di sé in ogni aspetto della vita dell'individuo, inclusi i servizi di protezione, la giustizia e il diritto, de facto è diventata l’ideologia delle lobbies che sostengono la negazione della rivendicazioni nazionali e, più in generale, di quelle sociali…insomma, l’attuale modello di società americana basata su un capitalismo senza diritti per i lavoratori, senza limiti nell’inquinamento e nell’utilizzo delle risorse naturale e lo sfruttamento coloniale nei paesi senza protezione sociale del terzo mondo…un modello sociale in netto contrasto con quello europeo…il modello coloniale americano è quello della globalizzazione mondialista basato sullo scardinamento di quei vincoli (in particolare di protezione sociale) che pongono limiti al massimo profitto...quello della finanza apolide che distrugge i modelli sociali, quello che per sfruttare i lavoratori in Cina licenzia i lavoratori americani ed europei…quello che l’anarco-capitalismo rifiuta in effetti non è la sinistra intesa come comunismo (sconfitto nella storia da se stesso) ma il modello socialdemocratico (a me piace dire socialista) europeo…si insomma quello che (bene o male) ci ha garantito (finora) le pensioni, la sanità pubblica, le scuole pubbliche, i servizi sociali, ma anche il volontariato sociale… l’anarco-capitalismo non ha nulla a che spartire con le rivendicazioni identitarie o con quelle delle diversità siano esse delle comunità o dell’individuo che si contrappongono alla globalizzazione, diventando in realtà ideologia della stessa globalizzazione… l’anarco-capitalismo (ripeto, estrema forma di liberismo) spesso confonde volutamente l’eguaglianza con l’egualitarismo deriva, quest’ultima, della prima per negare la stessa essenza di una società basata sui doveri che incombono anche sui più forti e sui diritti che spettano anche ai più deboli…si ritiene che una società libera (ma anche il modello sociale mondiale) sia quello dove il più forte abbia diritto di prevalere sugli altri …secondo questa dottrina politca, imporre dei limiti al più forte significherebbe anche limitarne la libertà (ma qui si bara perché il più forte tende comunque a comportarsi da tale) …per le lobbies (i più forti) in realtà si tratta invece di limitare la ribellione dei gruppi organizzati (le identità) nei confronti dello strapotere del più forte…per taluni libertaristi ad esempio i “meno dotati” sono in pratica i “meno volenterosi” ovvero dei lavativi che non meritano alcun aiuto (statale o sociale) e che la legge di selezione naturale tenderà ad eliminare…questa appare non come una società umana ma come un branco di lupi affamati…ciao

Miro Greenheart "Cuoreverde"
utente anonimo

#12   20 Maggio 2008 - 00:23
 
@ phederpher

maledetto gobbo :)! (se proprio proprio io son fiorentino :))

@ miro

io capisco la tua prospettiva... ma la sovranità nazionale per me è un utopia. chi la esercita? quale fetta della popolazione è cosciente del processo democratico a cui partecipa? e quanto il coinvolgimente delle persone conta veramente, nelle strutture statali dall'800 a oggi?
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#13   30 Maggio 2008 - 14:25
 
Voi che parlate di pace, andate in giro a bruciare bandiere a destra ed a manca. Ferrando è un aspirante terrorista! Quando un essere umano ha propositi del genere con la pace non c'entra un cavolo di niente, e non mettetela sulla metafora, perchè sarebbe ancora più vomitevole la cosa
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categoria:politica