PRC-Impastato-Mafia

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mercoledì, 14 maggio 2008

Prima di sparire nell'oblio della disfatta (partito+università)...

guardate il video Blackwater's Parachuting Demonstration, in fondo alla pagina qui linkata.

Vale la pena ;)

http://www.americaspolocup.com/theevent.php

postato da: SanteCaserio alle ore maggio 14, 2008 10:10 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, usa
martedì, 13 maggio 2008

Solitamente evito il carattere personalistico (stile Caro diario, oggi il caffè era alto, ma io avevo chiesto un caffè basso...)

Ma in questi giorni (vedendo che per la seconda volta in due mesi si ripete la stessa cosa) mi viene da chiedermi quanto valga la pena anteporre ciò che si ritiene giusto a quanto invece serve. Il pensiero è riferito all'università, sacrificata all'altare del volontariato e della politica (diciamocelo, più che altro alla politica, se si includono valanghe di articoli et simila).

Mi chiedo a cosa serva e se riuscirò a non disperdere al vento lo studio di storia moderna.

E collegato a tutto questo, anche per via dell'intervista a Vendola su Liberazione, viene spontaneo un interrogativo (chissà chi avrà il coraggio di rispondere eheh).

Cos'è il comunismo per voi?

Poi prometto che provo a scrivere un post! (rispondendo io stesso alla domanda)

:-P

immagini liberamente tratte da;

http://giglioflorentia.files.wordpress.com/2007/12/che-guevara-communism-killed-tshirt.jpg

http://www.matrixbusinesscoaching.com/Pictures/fotolia_QuestionMark.jpg

 

postato da: SanteCaserio alle ore maggio 13, 2008 09:06 | Permalink | commenti (43)
categoria:politica, vita personale
lunedì, 12 maggio 2008
CPN

IL REGOLAMENTO DEL CONGRESSO http://www.rifondazioneinmovimento.org/wp-content/uploads/2008/05/regolamento-approvato-dal-cpn.pdf

Sul link qui sotto trovate la conferenza stampa del dopo CPN di ieri.

Vi preannuncio le accuse che verranno mosse alla mozione Grassi-Ferrero in queste settimane; Ferrero ha fatto parte del governo quindi come Giordano deve fare un passo indietro (Vendola non faceva parte di quei vertici che hanno portato il PRC a questo punto?). Ferrero viene da Democrazia Proletaria (vi garantisco che questa storiella pesa fra i militanti).

Aspetto le mozioni per schierarmi (ne esistono altre tre minori)

Cercherò di muovere critiche a tutti. Ma in questa conferenza stampa ci sono alcuni punti che non mi sono piaciuti.

1) Giordano pare sacrificarsi per il partito . Era ben chiaro, da tempo, che non aveva maggioranza. Non è un sacrificio, ma una necessità. Inutile fare ipocrite dichiarazioni.

2) Si era detto di non fare personalismi. E' palese la faccenda contraria. Le personalità non portano a niente. E la campagna acquisti della squadra Vendola è già cominciata da tempo.

Si aggiunga che i grandi giornali sono schierati con il giovane pugliese,visto decisamente più vicino a quella socialdemocrazia cara a Bersani.

Molto opportunismo, intendiamoci, serpeggia anche dalla parte Grassi-Ferrero. E il venir meno delle differenze storiche tra le due correnti suona anch'esso sospetto di opportunismo. Ma credo che non ci sia paragone di difetto. Per gli altri non ho nulla da eccepire (tranne forse la quinta mozione che ritengo francamente inutile stanto alle dichiarazioni dei suoi esponenti).

Ergo alla riunione di mercoledì del mio circolo proporrò attività pratica. La discussione sui personalismi e sulle poltrone la possiamo lasciare alla fase congressuale dopo giornate di attenta riflessione. Ma posso dire che non ci siamo. Lassù in cima si parla troppo di segreterie. E troppo si dice "dobbiamo recuperare il rapporto con la base". Se aspettiamo loro non si ripartirà mai. Occorre anticiparli. E capire che questo congresso difficilemente cambierà qualcosa. Occorre organizzarsi per il prossimo, dando il proprio contributo massimo quest'anno e continuando a lavorare nei territori.

Io preferisco le strade alle segreterie.

http://www.radioradicale.it/scheda/253632

postato da: SanteCaserio alle ore maggio 12, 2008 09:17 | Permalink | commenti (24)
categoria:politica, prc
domenica, 11 maggio 2008

L'esame da preparare e gli ospiti in casa impongono una pausa domenicale.

Raramente rispettata.

Semmai questo post lo cancello (ma magari si riempe di commenti :)).

Buona domenica a tutti.

Vi lascio con questo

(p.s. semmai pensavo di solo per chi non ha di meglio da vedere. Un pò deludente. Un bel 6).

 

postato da: SanteCaserio alle ore maggio 11, 2008 11:33 | Permalink | commenti (13)
categoria:vita personale, satira
sabato, 10 maggio 2008

Stavo pensando di scrivere due righe di commento alla notizia... ma poi da bravo extra-parlamentare ho preferito postare solo l'articolo. E lasciare il dibattito sul nucleare ai commenti. Visto che sono un sostenitore radicale e convinto del no a centrali atomiche.

da RaiNews24

Il nuovo governo promette il ritorno al nucleare

Si riapre il dibattito sul nucleare: da neo-ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola come prima cosa ha voluto apertamente schierarsi a favore di questa fonte di energia.
Per l'esecutivo guidato da Romano Prodi era possibile intraprendere solo la strada della ricerca mentre la nuova maggioranza e' convinta che il nucleare possa essere considerato anche come fonte di energia alternativa.

L'ultima volta che se n'era parlato fu lo scorso novembre, in occasione del Wec, il Congresso mondiale
dell'energia, quando il presidente della Commissione Europea, Jose' Manuel Barroso disse: "Ci sono gli elementi per un nuovo dibattito sul nucleare".
Sempre qualche mese fa, l'allora capo dell'opposizione - e ora nuovo premier - Silvio Berlusconi aveva detto: "Credo che in futuro non si possa fare a meno di ricorrere all'energia nucleare".

Promessa mantenuta, appena insediato il nuovo governo intende riprendere le fila del discorso: per Scajola, se in Italia  non viene fatto un piano energetico fra vent'anni  saremo costretti a spegnere la luce. In altri termini, il neo ministro sostiene che "bisogna ritornare nel nucleare a tappe accelerate".
"Paghiamo l'energia il 30% in piu' rispetto alla media europea e dipendiamo soltanto dal petrolio e dal gas, con poca diversificazione". "

Cosa ne pensa l'opposizione
Affermazioni che non sono affatto piaciute ad Ermete Realacci, dell'esecutivo del Pd, che boccia questa ipotesi come "ideologica e irrealistica". 
A  ventun anni esatti dal referendum, il dilemma nucleare sì - nucleare no coinvolge di nuovo gli italiani: oltre uno su tre , secondo l'Osservatorio Scienza e Società,  si dichiara favorevole agli investimenti in energia nucleare, mentre restano contrari meno di quattro italiani su dieci, cinque anni fa erano oltre la metà.
Nell'87, ancora sotto choc per il disastro di Chernobyl, il nucleare fu bocciato dal referendum ma ora il vento sembra essere cambiato.

Per l'Italia sono attualissimi i rischi di approvigionamento di energia, con il petrolio alle stelle e le difficoltà di rifornimenti. In questo dibattito chi si schiera apertamente a favore del nucleare sostiene che assicurerebbe energia in grande quantita' e a prezzi accessibili, chi e' invece contrario sottolinea il problema della sicurezza degli impianti e  quello delle scorie che si mantengono radioattive per moltissimi anni.
link articolo
http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsid=81501
immagine liberamente tratta da
http://getsustainable.net/blogfiles/uploaded_images/Homer-768568.jpg
http://www.greenpeace.org/raw/image_full/international/photosvideos/photos/action-at-the-nuclear-power-pl
postato da: SanteCaserio alle ore maggio 10, 2008 08:03 | Permalink | commenti (41)
categoria:politica, nucleare
venerdì, 09 maggio 2008
Consiglio. in edicola. l'allegato di Liberazione, con gli scritti di Impastato. Oggi è il "giorno della Liberazione dal nazismo" in Ucraina, l'annniversario di Peppino e quello di Moro... Ma quanto volevo scrivere è già stato pubblicato nei giorni scorsi!
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4 mesi, 30 morti. Carceri italiane, dove finiscono i cattivi extracomunitari. QueiI fortini della sicurezza, simbolo, assieme ai manganelli e allo spray, di una garanzia richiesta da buona parte dell’Italia, e più in generale dell’occidente benestante.
 
Overdose, scioperi della fame, violenze, pestaggi, malattie curate male o non curate affatto, stati di degenza mentale e fisica. Ci sono sicuramente persone che ritengono queste situazioni come una cosa giusta, o comunque non particolarmente condannabile. Avevano a stare a casa loro. Avevano a tenere ferme le manine.
Non sono fra questi. Non esiste persona che meriti di morire così, oltretutto fra quattro mura. Togliere la libertà è già di per sé una punizione fortissima. A cui non occorre aggiungere una condizione indegna persino per le bestie più primordiali.
 
Vi posto dei link che ritengo utili, nell’affrontare questo tema, che mai è andato e mai andrà di moda.
Perché quando si parla di sicurezza, in questo Paese ed in altri, si parla di una razza criminale, geneticamente modificata e divinamente votata al male.
Se fosse tuo figlio a finire dentro per spaccio? No, mio figlio è di razza ari.. ops, è educato bene.
Chiaro, no?
 
La sicurezza è un diritto, è l’unico motivo per cui l’uomo decide di sacrificare la propria libertà. Il pensiero neoliberista riconosce allo Stato quest’unica utilità, che oltretutto andrebbe appaltata a privati. Sullo stile di come gli USA conducono la guerra in Iraq. Mercenari a garantire l’ordine. L’ordine che ormai sta prendendo pieghe decisamente naziste. E su cui non si può mai discutere. Esso è. Imprescindibilmente necessario.
 
Strade pulite, negri fuori dalle scatole, rom nascosti un po’ più in là. Risolvere il problema evidentemente richiede solo soppressione ed espulsione.
Ma con la punizione non arriverai mai a niente. E chiudere le frontiere è un’idiozia, sinonimo di totale ignoranza della geografia italiana.
 
E se ci avete fatto caso siamo arrivati fin qui tenendo fermo l’assioma criminale = straniero. E chissà in quanti si erano accorti di questo. Ormai siamo assuefatti da questa visione distorta e criminogena. L’allarmismo paga. Vedi la scarsa astensione e il trionfo della Lega.
 
Ebbene quando ci si lamenta dell’indulto e ci si dimentica dell’importanza dell’inclusione e della prevenzione, quando si spara sentenziando e ponendosi come il superuomo, è bene pensare che un proprio caro o noi stessi, un giorno, presi da chissà quale raptus o ragionamento distorto, potrebbe/potremmo essere uno di quelle centinaia di suicidi nelle carceri.
 
Indagare sulle condizioni igenico-sanitarie, sul reinserimento, sulle cause di determinati crimini non paga. Paga solo parlare di celodurismo.
 
Ecco i link;
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=10962
http://www.informacarcere.it/pantagruel.php
http://www.associazioneantigone.it/  (su segnalazione di prccheguevara )
www.ristretti.it

 Immagini liberamente tratte da;
http://www.dotrix.dk/pixelkitten/illustration/monster.jpg
http://greyfalcon.us/restored/nazi_soldiers.jpg
http://www.abanet.org/publicserv/immigration/images/danny_at_fence.gif
http://www.vocierranti.org/IMM_GRANDI/LA_SOGLIA/carcere%20e7-5.jpg
postato da: SanteCaserio alle ore maggio 09, 2008 09:41 | Permalink | commenti (9)
categoria:politica, immigrazione, carceri
giovedì, 08 maggio 2008
La data è solo quella di "scrittura".
E' una cosa da correggere e rivedere. Si accettano consigli. Ma è anche un accenno di nuovo inizio.
Dmitrij Palagi
07/05/2008
Non siamo morti
 
La storia insegna che le sconfitte più forti nascondono occasioni uniche.
La situazione, nel Paese, non è delle migliori. Anzi.
Non mi dilungo su tutto ciò che non ha funzionato e tutti gli errori fatti. Questo perché lo spazio è breve. Ciò che importa è sottolineare alcuni aspetti. Evidenziare le necessità e l’opportunità di rifondare in modo completo, in modo vero.
Non siamo morti. Esiste una parte di paese che, per quanto frustrata e delusa, rifiuta profondamente e con sdegno ogni logica fascista e mafiosa. Cade quest’anno il trentennio dell’omicidio di Impastato. Simbolo di quella cultura comunista che non sta a guardare troppo per il sottile chi è vittima di chi. Di quella politica che senza mezze misure sta dalla parte degli oppressi. Ieri lo chiamavano proletariato con coscienza di classe. Oggi quella coscienza è stata curatamene distrutta e dissolta al vento del liberismo. Il nuovo capitalismo è tanto più distruttivo quanto meno apparente.
Ognuno di noi si ritiene ormai un borghese, perché ha una piccola attività o la partita IVA. Ma il borghese è chi detiene i mezzi di produzione del capitale. E quelli li ha solo un 10% della popolazione. Il resto, in Italia, come nel mondo, si spartisce le gentili concessioni del sistema.
Siamo giunti ad accettare che l’aumento del salario sia legato alla detassazione degli straordinari. Non si chiede più una busta paga dignitosa, si chiede di poter lavorare di più, mettendo anche a rischio la propria salute e alienandosi completamente.
Si sceglie cosa studiare solo in funzione di un guadagno futuro. Il proprio corpo e la propria mente sono solo merci da far valere nel mondo del lavoro. Si accettano contratti sempre più inconsistenti e di mera facciata, divenendo una nuova forma di schiavitù. Ci si indigna per gli incidenti sul lavoro senza condannare nessuno, come se fossero tragici eventi che fanno parte dell’equazione della vita.
La verità è che esiste una lobby che, coscientemente o meno, continua a vivere sulle spalle degli altri. E che il successo più grande delle destre è quello di indurre le persone a pensare per se stesse.
A questo si aggiunge il senso di paura, che tante porte apre a personaggi improbabili.
No. Deve esistere un partito che dice; pensate a chi vi sta accanto, pensate a tutti quelli che stanno male, cerchiamo le vere falle del sistema. Cerchiamo di spiegare che il senso di paura diffuso non è tanto per la criminalità, che statisticamente è in continua diminuzione, quanto per la precarietà della propria vita.
L’impoverimento della popolazione oggi permette di chiarire qual’è il divario enorme tra chi sta bene e chi non ce la fa ad arrivare a fine mese.
I fascisti, continuamente sottovalutati, oggi girano nuovamente per le città. Si permettono di urlare motti del Ventennio dentro alle Case del Popolo e, udite udite, sono percepiti, assieme ai leghisti, come i difensori della fasce deboli.
Gli errori principali sono nostri, sono a sinistra. Ma oggi l’occasione è definitiva quanto unica. Possiamo finalmente, in piena libertà, radicarci nel territorio. E fare in modo che la massa elettorale diventi un nucleo attivo protagonista del processo politico.
Possiamo dare un profilo chiaro a questo partito; Rifondazione sta dalla parte di chi sta male, sta dalla parte di chi non accetta questo sistema. Rifondazione è un partito radicale, che rifiuta radicalmente ogni compromesso che uccide e sfrutta. Noi stiamo con gli oppressi e difendiamo gli interessi degli straccioni. Perché gli interessi di chi sta male non gli difende nessuno, se non chi sta male. È Rifondazione non è una cosa distinta dagli oppressi. Gli sfruttati sono Rifondazione. Partito e lavoratori sono le due facce della stessa medaglia.
Le banche hanno interesse a stipulare mutui. Il mercato ha interesse a dare qualche soldo su cui lucrare. La politica di palazzo ha interesse a sopravvivere.
Noi dobbiamo lasciar perdere discorsi superflui e sbagliati. Non dobbiamo continuare ad esistere come simulacro di un passato. Non dobbiamo restare simbolo di generazioni che pian piano verranno a tramontare.
Dobbiamo ritornare, senza ambiguità, su posizioni chiare. E ricostruire un sistema alternativo a quello presente.
Ma occorre che ci sia una spinta dal basso. Il radicamento non può essere imposto dall’alto.
Le possibilità sono infinite. Basta coglierle. E capire che i partiti di Confindustria e delle banche non aiuteranno mai il bestiame di cui vivono. Si limiteranno a pascolare i loro investimenti. Lenendo le malattie più gravi, abbattendo le anomalie e criminalizzando chi decide di creare alternative.
Esiste ancora lo spazio per vivere e lottare. Uno spazio da coltivare.
Fuori da logiche padronali e di poltrona.
Dalla parte di chi sta male, e dalla parte di chi ha bisogno. Per una società basata sulla solidarietà e non sul profitto!
Oggi si vive senza diritti alla casa, oggi si vive senza sapere se ci sarà un lavoro alla fine del contratto, oggi si vive nel terrore di avere un figlio per il rischio di perdere il posto, oggi si vive con teste rasate che inneggiano a criminali omicidi, oggi si vive credendo che la società non abbia più conflitto, oggi si vive pensando solo a se stessi, oggi si vive temendo di amare il proprio simile perché troppo dissimili.
Noi diciamo che tutto questo è inaccettabile.
E proporremo alternative. Rifonderemo quella tradizione che difende gli inermi.
 
Occorre mettere da parte ogni snobbismo e ogni titubanza. Non ci sono argomenti che tengano. Si parte praticamente da 0. Ed è l’occasione che deriva dalla sconfitta. Una possibilità irripetibile e per questo ineguagliabile.
 
Abbassate i coltelli compagni. Stringete le fila e costruiamo qualcosa che faccia tremare un sistema da troppo tempo in piedi.
 
Nel concreto
 
La proposta è quella di partire dai nostri circolo. Tesserati o non, dobbiamo tutti spingere verso quella rifondazione indispensabile. Prendendo contatto con le varie realtà e costruendo una realtà ancora più importante, ancor più alternativa.
 
Cicli di incontri, sede aperta, porta a porta, iniziative pubbliche, volantini, articoli di denuncia e, soprattutto, proposte serie e discusse dal basso.
Perché ognuno diventi protagonista. E perché la politica sia lo strumento di chi altrimenti non riuscirebbe a farsi sentire.
postato da: SanteCaserio alle ore maggio 08, 2008 09:19 | Permalink | commenti (33)
categoria:politica, vita personale, prc
mercoledì, 07 maggio 2008

PRC-Impastato-MafiaMancano due giorni all'anniversario.

Ma non volevo scadere nel semplice augurio commemorativo.

L'esempio di Peppino Impastato, al di là di film e libri, deve essere uno spunto per quel deserto che ci apprestiamo ad attraversare.

Ed io credo fermamente che solo attraverso una fermezza morale ed un senso civico assoluto si possa riemergere e sconfiggere un sistema come quello odierno.

In realtà mi lasciano perplesso alcune storie che mi raccontano compagni di "giù". Evidentemente le tentazioni mafiose colpiscono anche i compagni. Così come le poltrone.

Radicarsi nel territorio significa instillare conflitto e opporsi a quanto costituito. Lasciando perdere le mode del momento, ma semmai coltivandole per qualcosa di prospettivo.

Penso a NoTav e NoDalMolin. Penso a tutte quelle radicalità territoriali e a quei movimenti che rischiano di diventare circoli elitari, così come li chiama Chiamparino (e su questo in parte ha anche ragione).

Perchè le forme fin qui assunte da marxismo, trosckijsmo, movimento noglobal... beh siori, han fallito tutti. E per una volta non dico abbiamo. Perchè per una volta, nel ricordare quanto è successo 30 anni fa, voglio rivendicare il mio diritto ad avere una possibilità. Perchè in questi anni non ho avuto le possibilità per fare molto. Ed è stato un limite dovuto proprio a quanto c'è nel nostro Paese, oltre alla "tenera età".

E così come ci fu chi con coraggio non seguì il consenso generale, così dobbiamo fare anche noi. Soprattutto pensando che la fama che è stata diffusa da un film è una canzone (che entrambe apprezzo) non è condivisa nei luoghi natii di Impastato, e che talvolta si limita a una semplice mitologia adolescienzale.

Non è questo il modo per imparare dalla storia. Gli esempi sono solo un punto di partenza, un punto di riferimento importante per il proprio fare, non una semplice immagine da riversare su una bandiera o un dvd.

postato da: SanteCaserio alle ore maggio 07, 2008 09:17 | Permalink | commenti (16)
categoria:politica, auguri, prc , maifa
martedì, 06 maggio 2008
         

Credo che il link sotto postato* spieghi in modo completo la mia posizione.
Ma ci tenevo ad aggiungere alcune considerazioni a quanto scrive Evangelisti.
 
Vige, nella sinistra diffusa, un timore. Quello dell’antisemitismo. È una questione di cui talvolta mi stupisco e su cui da piccolo mi facevo grasse risate. Ma come, io che conosco moltissimi ebrei amici di famiglia, scampati in ogni dove e perseguitati anche dal CCCP, potrei essere accusato di antisemitismo? E per giunta da un fascista? Invece scopro che la risposta a questa domanda non è affatto scontata. Davvero ognuno di noi si sente in obbligo di dimostrare che non è antisemita.
 
Ma diciamo le cose come stanno. Qui la questione ebraica non c’entra una cippa. E neanche la cultura.
Se criticare, anche aspramente, un esecutivo equivale a condannare un'etnia (ma poi non si potrebbe nemmeno parlare di etnia)… stiamo freschi. Arrivederci e grazie. 

A molti sfugge un collegamento fondamentale tra il Salone torinese e quello parigino. Ebbene il boicottaggio di entrambi è sostenuto da diversi esponenti israeliani, o più in generale ebrei. Saranno antisemiti pure loro?
 
L’altro giorno leggevo l’intenzione, da parte dell'attuale esecutivo, di intensificare la risalita ebraica, per porre rimedio alla Diaspora e fondare una nazione ebraica sempre più forte nella sua identità. Su questo vorrei avere il diritto di non essere d’accordo. E vorrei continuare ad auspicare una convivenza fra i due popoli che non si traduca in un muro frapposto fra due culture. Il tribalismo padano lo critico qui come là.
 
Invece partono subito le sirene. Trascuriamo le dichiarazioni di Fini. Dimostra di essere quel fascista che finge di non essere. Ma spaventa un attacco massiccio, trasversale e inquietante, di molti che dovrebbero invece appoggiare il boicottaggio (per coerenza con le loro posizioni).
 
Qui non si celebra/contesta la cultura israeliana. Ma l’anniversario del 1948, che è sì la nascita dello stato sionista ma è pure molto altro che nessuno pensa nemmeno ad accenare. E non si celebra un libro o degli scrittori, ma uno Stato. Alla fiera del libro si celebrano gli stati? Da quando? Da oggi, wow. No, non ci sto. Se parliamo di libri parliamo di libri. Non si può accettare che gli invitati siano stati scelti dal ministero degli interni di Israele e abbiano firmato un impegno per non denunciare le azioni criminali di Israele.
 
Il boicottaggio chiede una maggiore libertà. Celebrare la cultura, non le politiche di governo. Chiede di ricordarsi che esiste una questione palestinese. E chiede di lasciar fuori le ingerenze della politica.
 
Non continuo perché rischio di ripetere quanto invece c’è scritto in questo link… ma per cortesia, smettiamola di pensare che boicottare una fiera del libro sia stupido e bigotto. Equivale alla semplice non partecipazione. E non c’entra niente con il bruciare bandiere, che è un gesto stupido ma del tutto separato dalla Fiera del libro. Son due cose distinte.
* 
http://www.carmillaonline.com/archives/2008/05/002629print.html

Immagini liberamente tratte da;
independenciaculturalx.blogspot.com
http://www.ansalerno.it/campagne/Fini.jpg
http://www.kgov.com/gallery/20010911/terrorist-on-fire.jpg
http://www.no-art.info/_feedback/picts/070624_ki-graffiti.jpg 

postato da: SanteCaserio alle ore maggio 06, 2008 00:08 | Permalink | commenti (16)
categoria:politica, israele
lunedì, 05 maggio 2008

Ho notato che la geopolitica non attira commenti (vedi il post sulla russia qui sotto)... ma vado avanti per la mia strada. Mi faceva piacere vedere che il blog aveva preso un buon ritmo. Ma non mi metto certo a scrivere per la gloria

:-P!

Domani pubblicherò la mia posizione riguardo al boicotaggio della Fiera del Libro di Torino. Credo che possa essere spunto di discussione, viste le molte polemiche e le diverse posizioni, che ricoprono schieramenti trasversali.

Nel frattempo vi linko un articolo che ritengo importante. Riguarda la Spagna di Zapatero. Di cui già parlai, in parte, ai tempi delle ultime elezioni iberiche. Esistono cose assolutamente positive che il governo socialista ha favorito e messo in pratica. Non esiste persona che possa negarne i meriti.

E' anche vero che troppo spesso ci si dimentica una cosa fondamentale; Zapatero e i suoi non sono di Sinistra. Sono un riformismo moderato che a confronto con ciò con cui siamo abituati sembra l'estremismo dei centri sociali.

In realtà, in chiave obbietiva, diverse questioni, fra cui quella dell'immigrazione e la vicenda basca, dimostrano l'inadeguatezza di quell'esecutivo dinnanzi ad una domanda di alternativa!

Sull'immigrazione si potrà tornare poi, ma Zapatero insegue le destre da sempre. E talvolta in modo ancor più radicale. Invece l'articolo qui sotto tocca la vicenda "indipendentista" e "autonomista".

http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=10953

postato da: SanteCaserio alle ore maggio 05, 2008 13:38 | Permalink | commenti (8)
categoria:politica, spagna