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lunedì, 10 novembre 2008


Non l'ho messo nella colonna "leggendo" perchè è stato divorato in due giorni (nonostante nel frattempo abbia dato l'esamone di questo mese). Vale la pena, fidatevi. Ha un insieme di contenuti e intrecci ben superiori alla "storia di pirati" di cui qualcuno potrebbe parlarvi. Ne trovassi il tempo mi piacerebbe scriverne una recensione.. ma la rimando.



Film al di sopra di ogni aspettativa... Bello, veramente! Tra i film italiani quello più convincente degli ultimi tempi. Non scontato, un piccolo capolavoro.
"Non sono io asociale, sono gli altri che sono degli stronzi"

Se invece capitate su http://www.storiadellamusica.it/ troverete alcune mie recensioni che via via vengono pubblicate. Indipendentemente dalle mi, è un sito molto curato, aperto e decisamente pratico.
postato da: SanteCaserio alle ore novembre 10, 2008 17:24 | Permalink | commenti (8)
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domenica, 02 novembre 2008
La mia 5 volta al Lucca Comic&Games...
Non sono mai stato abituato a travestirmi (sono quel che appaio), se non una volta, da piccolo, con il classico costume da Zorro che un gruppo di invidiosi decise di rovinarmi con la schiuma di carnevale.
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Per chi non conosce il Lucca è una fiera dove si trova tutto ciò che gravita attorno a fumetti, cartoni e (sempre più spesso) film. Dai manga alla Bonelli, dai videogiochi ai telefilm. Vi potreste tranquillamente imbattere nella Morte, affiancata da una ragazza vestita con un semplice velo sul sedere ed un reggiseno (non so che personaggio sia, ma poco importa).

Il tutto, distribuito per la città di Lucca, dentro e fuori le mura cittadine,.E' un mondo a parte, la più grade rassegna a livello nazionale.

Anche se nulla di tutto ciò che propongono case editrici ed espositori vi interesserà (sarebbe comunque strano vista la varietà) c'è da divertirsi come matti per vedere questo angolo di universo che niente ha a che vedere con la vita quotidiana.

La cosa più divertente è stata scendere dal treno e senitre un ragazzo incrociato sul marciapiede; oh quello è vestito da comunista... :-)

E' bastata la mia sciarpa, una maglietta rossa  e la mia borsa pr scatenare reazioni (opposte) alla fiera. Sembrva quasi stessi violando la legge.

Mentre girellavo mi sono imbattuto nello stand della "Beccogiallo" (http://www.beccogiallo.it/), casa editrice che non conoscevo ma che potrete trovare alla Feltrinelli, oltre che in tutte le fumetterie.

In un'altra occasione magari vi parlo dei vari fumetti più che interessanti. Nel frattempo ecco  il booktrailer di questo piccolo gioiellino; DOSSIER GENOVA G8 (e non perchè Gabriele Gamberini, il disegnatore, mi ha fatto il bel regalo che vedete in cima a questo post)

I fatti avvenuti alla Scuola Diaz durante il G8 del 2001 ricostruiti minuto per minuto a partire dalla Memoria illustrativa della Procura di Genova in sede processuale, che compromette la credibilità dei 21 poliziotti accusati di lesioni personali, abuso d'ufficio, falsa testimonianza.

postato da: SanteCaserio alle ore novembre 02, 2008 12:33 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, fumetti, vita personale, genova
venerdì, 31 ottobre 2008

Manifestazione Gelmini30 Ottobre Ho perso il conto di quante manifestazioni ho fatto negli ultimi due mesi (tra Roma e la Toscana). È un momento di grande agitazione, che credo, purtroppo, rallenterà fortemente nel momento in cui inizieranno le sessioni d’esame e le prime pagelle.

Restano emozioni molto belle, che mancavano dal 20 ottobre dell’anno passato. La più bella sensazione è stato il corteo della sinistra “extraparlamentare”, che tanto ha lasciato perplessi i moderati di Vendola and company (compreso il manifesto, che ha presenziato pure col PD, perché in tempi di crisi non si sa mai).

Le manifestazioni studentesche sono sempre qualcosa che lascia delle perplessità di fondo.

Partiti alle 5 e mezzo siamo stati tra quelli bloccati sul raccordo anulare, che se la son dovuta fare a piedi fino alla stazione della metro (saranno solo 600 metri, ma danno il senso della partecipazione e del numero dei presenti).

Ci siamo ovviamente persi tutti subito, rimanendo a gruppetti nei vari vagoni, alla faccia del “i minorenni restino uniti”. Già perché l’idea di fare un bus gratuito alternativo a Sinistra Giovanile-CGIL-PD ha funzionato. Su 56 posti le richieste erano almeno il doppio, solo con il passaparola e senza straccio di volantino. Un buon modo per far vedere ai ragazzi che esiste anche Rifondazione, senza voler costringere nessuno sotto qualche bandiera o voler mettere il cappello ad alcunché.

Manifestazione Gelmini30 Ottobre Chi, del partito, aveva prenotato il bus, aveva convinto la ditta di autobus che eravamo tutti professori maturi e responsabili. Risultato? Ci è stato dato il migliore mezzo e l’autista, sbiancato quando ha scoperto i veri passeggeri, ha gestito la faccenda tipo gita scolastica “zaini e cibo nei bagagliai”. La prima volta da capo-pulmino mi lascerà per molto tempo sensi di colpa. Due ragazzi, una coppia maggiorenne per fortuna, hanno deciso di sparire… sic! Non ho mai amato ‘sto genere di responsabilità.

 

Veniam alla manifestazione. Niente fasci a giro, da quel che ho visto. Tanta ipocrisia in determinati punti e tanta spontaneità in altri. Ci siamo fatti solo il pezzo studentesco mentre andava in piazza Venezia e poi al ministero della Gelmini. Alcuni ragazzi insistono a dire che loro non sono né di destra né di sinistra, che la cosa non dev’essere politicizzata. Per fortuna sono sempre meno e la distinzione partitica/politicizzata comincia ad essere chiara a molti.

 

C’era un misto di rabbia e rassegnazione che impediva di divertirsi veramente e lo si sentiva. Per la prima volta il rapporto studenti universitari-liceali non era così schiacciante verso i secondi e ho cominciato a pensare che c’è un minimo di speranza.

Perché in questi giorni, per quanto sia entusiasmante ritrovare voglia di conflitto fra le persone, non mi ha mai abbandonato la convinzione che un movimento studentesco, se non riesce a coordinarsi veramente, mettendo da parte antagonismi e egoismi, e mettersi in contatto con il mondo del lavoro (non solo i professori e il personale tecnico delle scuole, ma anche precari, operai e tutti il mondo del lavoro dipendente), poco otterrà.

 

A Firenze le varie superiori hanno iniziato una seconda ondata di occupazioni  e nelle università si spera di vedere un po’ più di partecipazione.

 

Ma la scuola è isolata dal paese. Solo i genitori hanno la percezione dell’importanza del movimento. Bloccare una fabbrica è diverso dal bloccare un dipartimento.


Concludo il delirium tremens con il miglior aneddoto fino ad oggi capitatomi ad un manifestazione.

 Manifestazione Gelmini30 Ottobre

Eravamo una decina, scesi in via Vittorio Emanuele, mentre andavamo verso Piazza della Repubblica. Attraversiamo la strada mentre le macchine attendono con il rosso, quando ecco che da un utilitaria nuova fiammante si affaccia una ragazza “in tiro” che comincia a urlarci che siamo pezzi di merda, che dobbiamo andare a fare qualcosa di utile. Mi giro e cerco di replicarle con molta calma che deve smettere di offendere e generalizzare. Niente, lei continua che le abbiamo impedito di dare un esame (io ho saltato un intero corso per partecipare alle iniziative, cerco di dirle che anche noi ci stiamo rimettendo a livello didattico). Le offese si fanno sempre più pesanti e allora tiro fuori la mia aria da finto-incazzato e con voce più alta le urlo che il pezzo di merda intanto è lei, che non si deve permettere di insultare nessuno in questo modo, che il suo egoismo e cecità è da far rabbrividire e… che se è in menopausa non è colpa mia. Lei sbianca e si zittisce, altrettanto fa la vecchietta in una macchina accanto che incitava la giovane. Nel girarmi capisco di aver colto nel segno e la invito a trombare un po’ di più, così magari la smette di sfogarsi con i primi che passano.

 

Non è molto fine, ma con certa gente...

 

Questo pomeriggio si ricomincia a fare il punto della situazione. Ieri intanto c’eravamo.

 

p.s. tutte le foto su Facebook, ovviamente cercando il mio nome :-P

postato da: SanteCaserio alle ore ottobre 31, 2008 11:43 | Permalink | commenti (18)
categoria:politica, vita personale, scuola e università
mercoledì, 29 ottobre 2008
Il corso di informatica mi ha convinto a riemergere anche sul web.
Un periodo un pò difficile aveva bloccatto anche il blog. A riprova che c'è anche chi non lo vive come guscio per i mali esterni :-)!

Dispiace solo non aver avvertito chi veniva spesso.

Non so se qualcuno tornerà a leggere, a commentare o semplicemente a visitare.

Però riprendo in mano la baracca!

Intanto vi lascio il mio indirizzo mail, che ho saputo tornare comodo a qualcuno; leonida340@hotmail.it.

Da domani vedo di riempire i post di contenuti.

Nel frattempo si sappia che non son stato con le mani mano. Domani ho un bus creato dal vuoto e più che pieno.

Sarò a Roma con uno striscione tutto nostro. "Nessuna paura, il futuro siamo noi". Se lo vedete sappiate che mi conoscete!

Un saluto a tutti! Sperando di ritrovarvi
postato da: SanteCaserio alle ore ottobre 29, 2008 15:55 | Permalink | commenti (4)
categoria:politica, vita personale
martedì, 15 luglio 2008

Sono pronte le grandi novità. Apre anche il blog del giornale che stiamo curando co nalcuni circoli PRC e si preannuncia una festa di tre giorni a Firenze.

Appena ultimo i lavori metto il link! Ma è questione di ore.

Intanto ecco una bella intervista. (si fa per dire bella)

ROMA (Reuters) - L'ex-presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha esortato oggi tutti i membri delle forze dell'ordine a scioperare contro il governo contro i tagli alle risorse per la sicurezza e la difesa e a tenere "oliate le armi".

"Chi vi rivolge questo incitamento, da sottosegretario di Stato per la Difesa, da ministro dell'Interno, da presidente del Consiglio, da presidente della Repubblica e ora da semplice membro del Parlamento, è stato sempre con voi e tra voi nelle glorie, nelle gioie, nei lutti, nel vostro impegno per la difesa della Patria e dello Stato", si legge nell'appello, diffuso alla stampa.

Cossiga invita a scioperare contro quello che definisce "un governo di piccoli mercanti e cattivi contabili che si dimostra privo del senso delle istituzioni e che vuole affamarvi e disarmarvi".

"Fermate i servizi di scorta, non pattugliate più le nostre terre, i nostri cieli e i nostri mari, aprite le porte delle carceri, rientrate nelle vostre caserme in Kosovo, in Afghanistan, in Bosnia-Erzegovina, fino a quando il nanetto libidinoso non sarà cacciato e il governo non riacquisterà un minimo di responsabilità! Tenete pronte e ben oliate le vostre armi! Può venire il momento nel quale insorgere e ribellarsi potrà essere non un diritto ma un dovere: per la salvezza del popolo, della nazione e dello Stato democratico", conclude la nota.

I sindacati delle forze dell'ordine sono sul piede di guerra per i tagli in tre anni nei capitoli di sicurezza e difesa nella manovra finanziaria, che comporterebbe la riduzione di 40.000 uomini in tre anni, secondo le sigle sindacali.

Per giovedì è atteso un volantinaggio davanti a questure e caserme e in seguito anche una manifestazione nazionale.

Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta ha annunciato una revisione dei contratti dei dipendenti pubblici e per questi giorni sono previsti incontri con i sindacati per l'apertura di un confronto sul loro rinnovo.

postato da: SanteCaserio alle ore luglio 15, 2008 08:07 | Permalink | commenti (30)
categoria:politica
lunedì, 07 luglio 2008

Non so voi... ma 'sto balletto mi sembra incredibile... e soprattutto. Cos'ha fatto la Sinistra Arcobaleno per aumentare i consensi???

Comunque il 6% resta basso. Visto il momento di totale panico direi che sospendere i congressi e aprire una fase di acceso confronto non farebbe male. Sic! Come se non sapessi che non si farà, nè

Sei italiani su dieci hanno piena fiducia nel governo. Asticella poco più in alto per il premier, che vanta un gradimento personale del 61,5%. Va male, molto male invece per la magistratura, che crolla al 18%. Un dato molto basso, che si riduce addirittura al 6% tra gli elettori di centrodestra. E ancora: Pdl in crescita, grazie anche al riavvicinamento di parte dell’elettorato centrista (l’Udc perde oltre un punto rispetto alle Politiche). E Pd in forte calo. Per il buon gioco dell’Italia dei Valori, ma non solo. A fare bingo è infatti la Sinistra arcobaleno, che raddoppia quasi i consensi (dal 3,1% di aprile passa al 5,5%), portando oggi virtualmente a Montecitorio una discreta schiera di deputati.
Sei italiani su dieci hanno piena fiducia nel governo. Asticella poco più in alto per il premier, che vanta un gradimento personale del 61,5%. Va male, molto male invece per la magistratura, che crolla al 18%. Un dato molto basso, che si riduce addirittura al 6% tra gli elettori di centrodestra. E ancora: Pdl in crescita, grazie anche al riavvicinamento di parte dell’elettorato centrista (l’Udc perde oltre un punto rispetto alle Politiche). E Pd in forte calo. Per il buon gioco dell’Italia dei Valori, ma non solo. A fare bingo è infatti la Sinistra arcobaleno, che raddoppia quasi i consensi (dal 3,1% di aprile passa al 5,5%), portando oggi virtualmente a Montecitorio una discreta schiera di deputati.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=274227

postato da: SanteCaserio alle ore luglio 07, 2008 10:42 | Permalink | commenti (17)
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mercoledì, 02 luglio 2008

Comincio a pensare che questo congresso abbia maledetto il mio PC. Quando c'è la linea non funziona il provider, quando funziona il provider si rompe la scheda madre....

Ripartiamo dall'appello di Micromega e, dicciamolo fin da subito, preparatevi a un post in controtendenza. Anche potendo non andrei a quella manifestazione. Indipendentemente dagli impegni presi in precedenza non ne condivido lo spirito e le personalità che ne sono protagoniste. Questo nonostanza la mozione Ferrero abbia dichiarato la sua adesione.

Cerco di andare con ordine.

Lo spirito

Sembra quasi che il problema del governo Berlusconi siano le leggi ad personam. Ora, per l'amor di Dio, saranno scandalose quanto volete, saranno indecenti, saranno un insulto alla democrazia... ma chi è che non ha fatto le leggi sul conflitto di interessi? Chi è che per due anni non ha cancellato nemmeno mezza legge fatta dal nano malefico, tra quelle condannate nei girotondi? Davvero Micromega si può stupire delle scarse reazioni di Veltroni a un esecutivo quasi difeso da Napolitano? Insomma le leggi incriminate sono un riflesso di quanto il centro-destra approvò nella sua scorsa legislatura. L'ala critica del PD non pensò mai di scendere in piazza per questo. Anzi, ricordo ancora le parole che maledicevano il popolo del 20 ottobre. Per come la vedo io Berlusconi non verrà mai condannato. Ha avvocati troppo pagati perchè possa capitargli. E se anche accadesse? Davvero vogliamo parlare di Andreotti? Condannato, eppur nessun lo sa. O Previti? Ha fatto da capro espiatorio ma cazzo (scusate il francesismo) vi sembra viva come un criminale?

Perchè non facciamo una manifestazione che tocchi varie tematiche e dia il giusto peso alle varie questioni? Ma le impronte digitali ai ROM? L'atteggiamento tenuto, in generale, con gli immigrati? Il federalismo di cui si parlerà post estate? La distribuzione delle risorse? I provvedimenti economici? Insomma a me questa manifestazione sa tanto di Italia dei Valori

Personaggi

Ed infatti per me l'Italia dei Valori resta un partito di destra, che se non avesse il chiodo della magistratura e l'odio DiPietro-Berlusconi, potrebbe tranquillamente sedere alla destra dell'UDC. Mi ricordo ancora Grillo che urlava contro i cinesi ("dovete sventolare il tricolore") o invitava a sparare sui gommoni. Oh, guarda caso, Travaglio se la fila con entrambi. Vogliamo parlare di cosa pensa la platea IDV-Grillo dei movimenti? O dei fatti di Genova?

Parliamo di Micromega? Un gruppo di elitari che si è tranquillamente schierato per il voto utile. Che scende in piazza quando pensa sia giusto ma è pronto a riserrare i ranghi appena il capetto di partito dà segni di insofferenza. La cultura della responsabilità e la traduzione della cultura di governo. Ossia nessuna opposizione. Semplicemente un'amministrazione differente. Sarò estremista, ma io voglio parlare di alternative e opposizioni radicali. Non diverse solo perchè non si condivide lo stile di Berlusconi. Innanzi tutto io sono contrario ai contenuti di questo esecutivo. Porofondamente e radicalmente contrario ai loro provvedimenti. Ed infatti, come molti possono constatare, la vicinanza su numerosi temi tra PD e PDL mi rende chiaro che sono entrambe proposte da respingere. Ovviamente con il giusto peso. Ma ripartire a sinistra con personaggi ambigui credo sia una falsa partenza.

postato da: SanteCaserio alle ore luglio 02, 2008 09:42 | Permalink | commenti (12)
categoria:politica, prc , partito democratico
giovedì, 26 giugno 2008

Da una ML a cui sono iscritto

Piccole porcherie congressuali...
"Liberazione" oggi in seconda pagina pubblica in buon rilievo un
articolo di Martino Mazzonis dal titolo "Te la do io la qualità dello
sviluppo. Sbilanciamoci fa la pagella alle regioni".
L'articolo riporta che l'associazione Sbilanciamoci!, che da tempo si
occupa di dare una valutazione sociale ed ambientale delle politiche
nazionali e locali in Italia (specialmente occupandosi della Legge
Finanziaria) usando indicatori più complessi del solo PIL e tenendo
quindi conto anche di questioni come le abitazioni, la qualità del
lavoro, la sanità, i diritti di cittadinanza ecc., ha pubblicato anche
quest'anno la "classifica" delle regioni secondo un indicatore combinato
che si chiama QUARS (Qualità Regionale dello Sviluppo).
Cerco di scoprire come si piazza la Puglia di Nichi Vendola, visto che
questo compagno sostiene di avere la ricetta per mettere a posto
Rifondazione Comunista e sta conducendo una guerra senza risparmiarsi
colpi sotto la cintura per conquistare il posto di segretario nazionale
del PRC.
Eppure, pensate un po', l'articolo su "Liberazione" si dimentica di
nominare la Puglia!! Forse chi scrive su quel giornale si è dimenticato
che un iscritto di Rifondazione Comunista è il presidente di quella regione.
Non mi do per vinto. Vado sul sito di Sbilanciamoci!, cerco il file con
il rapporto in questione e trovo la classifica. L'avreste mai detto? La
Puglia è terzultima, peggio di lì si vive solo in Sicilia e Campania.
Questa non è una notizia che i lettori di "Liberazione" avrebbero avuto
il diritto di avere?
Forse, però, non si voleva "influenzare" il congresso. Meglio che i dati
su come vanno veramente le cose nel paradiso socialista pugliese vengono
tenuti ben nascosti, e Vendola sia giudicato dai militanti comunisti per
i suoi raffinati slanci poetici (che pure...).

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Mauro Vanetti, Pavia/London
http://www.maurovanetti.info/
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postato da: SanteCaserio alle ore giugno 26, 2008 15:53 | Permalink | commenti (40)
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martedì, 24 giugno 2008

Da Liberazione online...

Viaggio nei congressi di Rifondazione/1 Cintura di Torino, dove vince la mozione 1 (Ferrero-Grassi-e altri/e)
 
«Ma quale identità, oltre il partito c'è il nulla»
Salviamo ciò che esiste per riprenderci il domani
 
Maggio 2007, l´allora segretario del Prc Franco Giordano e l´allora ministro della Solidarietà ...

Stefano Bocconetti
Torino (nostro inviato)
Là dove vince Ferrero. Un breve, brevissimo viaggio - superificiale come tutti i viaggi - in quel pezzo d'Italia che prima era «il territorio della Fiat», così come lo era dell'Olivetti. Ora è ancora un po' della Fiat ma è anche tante altre cose: università, banche, scuola, design, ricerca, cinema. Il Piemonte, insomma. Viaggio, brevissimo viaggio in questo "pezzo" di Rifondazione dove la mozione firmata dall'ex ministro della Solidarietà sembra affermarsi. Certo, mancano ancora i congressi cittadini, manca ancora qualche sezione di quelle che "pesano", ma la tendenza è quella. In qualche caso, marcata.
E che partito si sta disegnando? Ridisegnando? Per il cronista la risposta è difficile, complicata. Ti accorgi che c'è un mix di nostalgie e speranze, difficile anche solo da raccontare. Tanto vale far parlare i protagonisti, allora. Alberto Deambrogio è, appunto, uno di loro. E' il segretario regionale di Rifondazione. A raccontare che tipo di dirigente sia, prima ancora delle parole, ci pensa la sua storia personale. E forse - almeno un po' - anche il modo come è arredata la sua stanza. Immagini, poster, foto che raccontano della Val di Susa, le lotte che lui stesso ha dato una mano a costruire. Ma anche immagini delle occupazioni dei sem terra brasiliani, battaglie di terre lontane. Immagini dove non c'è una sola falce e martello. Sì, forse una, ma è in un manifesto di Rifondazione.
E la sua storia è un po' in sintonia con queste immagini. Viene da Casale Monferrato (e dice che «non è facile farsi accettare a Torino, anche in un partito di sinistra, se si viene dalla provincia»), ed ha «incrociato» Rifondazione tardi. Molto tardi. Aveva già fatto l'università, era tornato a casa e assieme ad amici aveva costruito una delle tante associazioni di cui è piena la sua regione. Un po' luogo di ritrovo, luogo di discussione, un po' organizzazione politica di base. Loro pensavano, discutevano su come cambiare una sinistra che non li soddisfaceva. Poi l'incontro con Rifondazione, l'impegno nel partito. La scelta di diventarne un dirigente. E consigliere regionale. Prima ancora che lo prevedesse lo Statuto, però, lui aveva già deciso che questo suo incarico sarebbe stato a tempo. Fra un po' se ne andrà, insomma, andrà a fare altro. E non ha molta paura del futuro, visto che di anni ne ha solo quarantadue.
Lui, insomma, li conosce i «movimenti», le vertenze territorio per territorio. Lui, nella sua cittadina, ha dato una mano a costruire una sede unitaria per la sinistra. Per questo - no, non si inalbera perché è tranquillo, pacato, riflessivo e anche molto simpatico - la prende male se gli chiedi come faccia uno con la sua storia a sposare una tesi «neoidentitaria», come si dice oggi. Quella di chi non vede il partito come fine ultimo, ma quasi. «Sbagli - dice - e sbagli di grosso». Anche per lui Rifondazione è solo un mezzo. «E sia chiaro - aggiunge - non sto parlando di un partito qualsiasi, sto parlando di quella Rifondazione che ha scelto di innovarsi, di sperimentare. Di innovare».
Lui non sa che fine debba fare il partito domani, ma sa che oggi ce n'è bisogno. «Perché qui da noi, più che altrove, in controluce si può leggere nettamente il rapporto che c'è fra lotte sociali e voto». La sinistra, Rifondazione, insomma, ha retto solo laddove era stata protagonista di vertenze, di battaglie. A lui interessa questo, niente altro. Non gli interessano, insomma, le «mummie», non gli interessa un partito che vive solo di simboli o di ricordi. «A me il partito serve per ricominciare, nei territori, le vertenze, le aggregazioni. Mi serve per riprovare a costruire pratiche sociali unitarie». Vorrebbe organizzare le comunità locali. Domanda: ma non ti sembra un controsenso, provare ad essere animatori di movimenti che devono essere «autonomi», plurali - lui stesso lo sottolinea - e poi mettere in piedi un partito nel quale quelle comunità non possono riconoscersi? Perché magari si definiscono in un altro modo, perché sono cattolici, ambientalisti, animalisti, socialisti o qualunque altra cosa? Non è un controsenso suscitare battaglie unitarie e poi costruire un partito che, anche nella migliore delle ipotesi, non potrà rappresentare tutti i protagonisti di quei movimenti? «Sbagli anche in questo caso. Io sono rispettoso dell'autonomia politica, culturale di chi ho davanti. Sono rispettoso al punto tale che trovo sbagliata, sbagliatissima la storia della "costituente" di sinistra di cui parla Vendola. Perché lo sanno tutti che andrà a finire con la nascita di un nuovo soggetto politico. E allora, ti chiedo: chi è che ha una concezione antica? Io che mi impegno a garantire la pari dignità di tutte le posizioni o chi pretende di ridurre ad una tutte le differenze?».
Ma ad Alberto Deambrogio non va di fare polemiche. Gli interessa di più insistere sul «come ripartire» dopo la sconfitta. «Abbiamo bisogno di nuove pratiche politiche. Subito, ora. Da sperimentare nei territori».
Ed eccoli, allora, queste territori. Castellamonte è un piccolo centro, ad una quarantina di minuti da Torino. Un po' dopo l'aeroporto di Caselle. Un nome che potrà non dire molto ma è un centro significativo. Anche se si vuole "leggere" Rifondazione, quel che avviene lì dentro. Perché qui il partito - età media alta, altissima - è fatto soprattutto di pensionati che una volta erano alla catena di montaggio. Alla Fiat soprattutto ma anche nelle altre fabbriche dell'indotto. Oggi, la cittadina è quasi irriconoscibile. Qui, adesso, chi è che dà lavoro è quasi solo l'azienda pubblica dell'acqua. Centinaia di dipendenti. Anche la sezione del Prc è nuova, tre o quattro anni. Pulita, riverniciata, ordinata. Non proprio efficiente magari: la macchinetta del caffè è andata da ormai due anni. Qui, gli anziani si riuniscono una volta a settimana, il venerdì, la sera. E non prendono caffè, un grappino magari sì, ma niente caffè. E poi, sul tavolo, trovi le copie di Liberazione vecchie di mesi, quando ancora usciva nel formato grande. Comunque, la stanza nel giorno del congresso è piena. Non sono tantissimi, ma le sedie sono tutte occupate. E qualcuno resta anche in piedi.
Si consumano le operazioni burocratiche, la verifica dei presenti, il loro diritto al voto. Operazioni che fanno un po' sorridere in una stanza dove si conoscono tutti. Da una vita. Poi, la sala ascolta con attenzione quel che hanno da dire i presentatori delle varie mozioni. Ascoltano, chiedono chiarimenti. Ma si vede che ne hanno già discusso fra di loro. La pensano più o meno tutti allo stesso modo. E la pensa allo stesso modo anche un altro anziano, che prima di cominciare la discussione porta al tavolo della presidenza la sua lettera di dimissioni. Con sù attaccata con una attach la tessera di Rifondazione. Non se la sente più di continuare in un partito diviso in correnti, di un partito che sente lontano.
Gli altri qui se lo aspettavano, hanno provato a convincerlo ma non c'è stato nulla da fare. E allora si va avanti. Si chiamino Mario Peretti, Walter Morando, Ezio Raffeghelli, Giovanni Vautero e tanti altri. Il loro è un fuoco di fila. Raccontano aneddoti della campagna elettorale e spiegano che si è perso - almeno qui si è perso - perché non c'era la falce e martello nella scheda elettorale. Dicono che loro non faranno mai parte di un partito che non abbia quel nome e quel simbolo. Dicono che «prima di tutto», prima delle alleanze e delle analisi, c'è la sopravvivenza del partito. A questo bisogna dedicarsi.
Fra di loro c'è anche una ragazza, diciottenne. Rachele Contaro. Non prende la parola, non parla al congresso. Come tanti suoi coetanei sta cercando un lavoro, sta cercando qualcosa da fare finite le scuole superiori. Non ha molta voglia di parlare. Se insisti con mille cautele, però, ti spiega che per lei il partito non è un'entità astratta. «Non so come dirti: a me serve un partito. Che esista, che ci sia. Che magari mi aiuti nelle mie, nelle nostre battaglie. Che mi aiuti a cambiare la mia condizione». Quasi le stesse parole, userà anche un'altra donna. Giacometta Papas, l'unica che sia intervenuta nel dibattito. Anche lei chiede innanzitutto di salvare il partito. Non ha identità da salvaguardare, non ha simboli da preservare. Chiede una sorta di partito di servizio. «Qui la gente non ce la fa, tanti non ce la fanno. Mi serve un partito per ricominciare ad organizzare queste persone, dargli uno strumento per provare a cambiare».
Tanti non ce la fanno. Per tanti è difficile, difficilissimo. Come per quella ragazza che non ha i quindici euro per pagare la tessera di Rifondazione. Sembra assurdo ma è così. Poi si vota: alla mozione Vendola neanche un voto, uno a quelle di Pegolo. Gli altri, tutti gli altri votano la mozione di Ferrero. Tutti e sei i delegati saranno della prima mozione.
Andranno al congresso di federazione a difendere le ragioni di un partito che deve riscoprire la sua natura operaia. Che deve difendere i suoi simboli. Che, se serve, deve fieramente difendere le ragioni della sua esistenza. Lo dicono tutti e chiaramente. Il resto viene dopo: anche la vicenda dell'acqua. Che qui, nonostante quello che si possa pensare, costa più che a Torino. Perché anche se si è a due passi dalle montagne è inquinata e prima di essere distribuita nelle case deve essere depurata. Una battaglia che può aspettare, però, prima c'è il partito.
Renato Patrito, è anche lui un dirigente di Rifondazione. E' torinese, lavora all'assessorato provinciale alla solidarietà sociale, è tesoriere della federazione. Spesso, in questo periodo, va in giro per congressi a spiegare le ragioni della mozione Ferrero. Questi discorsi, i discorsi di un congresso come quello di Castelmonte un po' lo mettono in imbarazzo. O almeno non sono i suoi discorsi. Certo, lui dice che comunque compito di un gruppo dirigente è quello di portare sul «terreno dell'innovazione» tutto il corpo del partito. Anche chi vive con lo sguardo rivolto al passato.
E lui all'innovazione ci crede. Crede anche in un progetto unitario. Che metta assieme la sinistra. Il problema - dice - «è che fuori da Rifondazione c'è il deserto». Esattamente il «deserto dei Tartari», dove invece di un nemico immaginario tutti aspettano un «amico». Ugualmente virtuale: la Sinistra democratica, i Verdi, i dirigenti dei metalmeccanici. «Fuori da Rifondazione, non c'è nulla, lo vogliamno capire o no?». E allora, non si può disperdere questo partito, questa comunità sull'altare di qualcosa che non esiste. Se non nelle fantasie di qualche dirigente romano.
Tornando a Torino, Renato Patrito continua a parlare. E ti accorgi che anche per lui le cose non sono così semplici, non sono tutte bianche o nere. Lui, come tutti, sperava in un altro risultato. Che avrebbe potuto avviare un'altra stagione di rapporti a sinistra. «Qualche volta però - dice - bisogna andare a lezione dalla realtà. E la realtà ci dice che fuori da Rifondazone non c'è nulla». Il risultato di questa analisi, allora, è uno solo: bisogna salvare l'unica cosa che è rimasta. Salvarla e continuare a tarsformarla. Ma innanzitutto salvarla.
Forse, ma questo non lo dice, anche a costo di dare spazio a chi sembra aver cancellato gli ultimi dieci anni di Rifondazione. A chi ha già pronta una ricetta facile facile. Tornare davanti alle fabbriche, tornare a dare qualche volantino e così, come d'incanto, tutto sarà risolto. «Le cose non stanno esattamente come dici - riprende il segretario regionale, Alberto Deambrogio - ma al fondo delle cose che dici c'è un minimo di verità». La verità di una sinistra, non solo di un partito, che ancora non è riuscita a superare, ad innovare la sua cultura originaria. C'è una sinistra, non solo un partito, che ancora pensa che Torino sia una città operaia, solo operaia. E da qui fa discendere tutto il resto, le sue analisi, le sue battaglie. «C'è una sinistra ancora molto alla ricerca di una sua identità», aggiunge Deambrogio. Tutta la sinistra, anche le nuove espressioni. Perché forse non è un caso che qui, a Torino, ci siano i centri sociali più chiusi. Più settari. Non è un caso che qui sia più difficile che altrove parlare di ambiente, di differenza di genere, di diritti. Di povertà, che non sia solo quella economica. Lui, e tanti con lui, credono che per superare tutto ciò ci voglia più Rifondazione. Più partito. I mesi dopo il congresso diranno se avevano ragione.


24/06/2008

postato da: SanteCaserio alle ore giugno 24, 2008 08:57 | Permalink | commenti (13)
categoria:politica, vita personale, prc
domenica, 22 giugno 2008

Sotto trovate un'iniziativa importante... Intanto godetevi questo estratto da un articolo tratto liberamente da il Giornale.

Perché preti e laici cattolici usano la bandiera arcobaleno come simbolo di pace invece della croce? Non sanno che quella bandiera è collegata alla teosofia e al New Age? È netto e documentato il giudizio contenuto in un articolo pubblicato da «Fides», l’agenzia della Congregazione vaticana per l’evangelizzazione dei popoli diretta da Luca De Mata, nei confronti del vessillo, simbolo del movimento pacifista, appeso anche nelle chiese e da qualche prete pure sull’altare. 

Le origini della bandiera della pace vanno ricercate, spiega l’agenzia, «nelle teorie teosofiche nate alla fine dell’800. La teosofia (letteralmente “Conoscenza di Dio”) è quel sistema di pensiero che tende alla conoscenza intuitiva del divino». Il pensiero della corrente rappresentata dalla bandiera arcobaleno si basa sullo «gnosticismo», sulla «reincarnazione e trasmigrazione dell’anima», sull’esistenza di «maestri segreti» e riconduce al New Age, mentalità che predica la libertà più assoluta e il relativismo, l’idea dell’«uomo divino», il rifiuto della nozione di peccato.

«Fides» spiega che esistono diverse versioni di questa bandiera, una delle quali è riconosciuta ad Aldo Capitini, fondatore del Movimento nonviolento, «che nel 1961 la usò per aprire la prima marcia per la pace Perugia-Assisi», mentre un’altra «segnala che la sua origine risale al racconto biblico dell’Arca di Noè» e dunque sarebbe un simbolo cristiano a tutti gli effetti. In realtà - scrive l’agenzia dopo aver ricordato che è anche il simbolo dei movimenti di liberazione omosessuali - la bandiera rappresenta un’idea secondo la quale «per esempio è possibile mettere sullo stesso piano partiti politici o gruppi culturali che rivendicano, legittimamente, la difesa della dignità della donna, e gruppi, come è accaduto recentemente in Europa, che rivendicano la depenalizzazione dei reati di pedofilia. Si tratta ovviamente di aberrazioni possibili, solo all’interno di una mentalità relativistica come quella che caratterizza le nostre società occidentali».

Invece ritengo di fondamentale importanza dare la propria adesione all'appello contro il premio per la mediazione dei conflitti etnici e sociali a Blaise Compaoré (assasino di Sankara), assegnato dalla Regione Toscana. Trovate tutte le informazioni qui. Semmai dovesse sfuggirvi l'indirizzo a cui mandare "nome e cognome" per l'adesione è

antoniomele@yahoo.fr

postato da: SanteCaserio alle ore giugno 22, 2008 12:30 | Permalink | commenti (13)
categoria:politica, appelli